Fortis Investments scommette sull’Italia

Il mercato italiano dei fondi comuni e, più in generale, del risparmio gestito sta attraversando un periodo di profonda crisi. Uno scenario difficile nel quale, tuttavia, riescono a difendersi meglio gli asset manager stranieri che possono offrire agli investitori italiani la loro competenza e l’esperienza internazionale maturata nel corso di decenni sulle piazze finanziarie di tutto il mondo. E tra i gruppi esteri più attivi in Italia, si distingue Fortis che tramite la divisione di asset management Fortis Investments opera in Italia ed è guidata da Andrea Favaloro, direttore generale di Fortis Investments Italia. E al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'argomento.
Qual è la vostra visione dell’asset management industry europea?
«L’industria del risparmio gestito ha subito nel corso del 2008 i pesanti effetti derivati dalla crisi dei mercati finanziari innescata la scorsa estate dal caso dei mutui subprime Usa. Non differentemente da altri prodotti di investimento ha subito importanti riscatti da investitori alla ricerca di strumenti più esposti a strumenti di liquidità e meno alla volatilità espressa dai mercati».
Quale, invece, la vostra visione sul mercato italiano?
«Sul mercato italiano l’effetto appena descritto è stato accentuato da un quadro regolamentare recentemente cambiato (dal recepimento della normativa Mifid) al quale il regolatore italiano ha ritenuto di dare una interpretazione quanto mai restrittiva, ingenerando una profonda disaffezione al prodotto gestione in fondi (gpf) da parte dei distributori».
In italia, punterete di più sulla clientela istituzionale o su quella retail?
«Per Fortis Investments il 2008 rappresenterà un anno di fondamentale importanza, stiamo completando la più importante acquisizione e fusione nel settore dell’asset management europeo e l’Italia rappresenterà uno dei Paesi di maggiore importanza per la nuova Fortis in Europa. Un mercato sul quale il 2008 rappresenterà per noi il cambio di passo con una più marcata strategia».
Come pensate di attrarre nuovi clienti italiani?
«Puntiamo a consolidare la reputazione di affidabilità che abbiamo costruito negli ultimi 5 anni di presenza su questo mercato e sicuramente gli strumenti che avremo a disposizione a seguito della fusione ci consentiranno di proseguire in quell’approccio di servizio al cliente».
Quali le vostre novità per il mercato italiano che avete lanciato o state per lanciare?
«A fianco delle nostre specializzazioni che ormai rappresentano il nostro migliore biglietto da visita: convertibili, settoriali, reddito fisso europeo, prodotti specializzati sulla sostenibilità ambientale. Oggi siamo una delle più importanti case d’investimento specializzate sui mercati emergenti e l’Asia in particolare. La recente partnership siglata tra Fortis e Ping An nell’asset management ci darà ancora maggiore stimolo e potenzialità in questa fondamentale area del globo».