Fortis, la riforma pensionistica è un’opportunità da cogliere

Nunzia Pagani

«Essere un interlocutore attento alle esigenze della clientela più sofisticata»: il direttore generale di Fortis Investments Italia, Andrea Favaloro, riassume la strategia pan-europea del gruppo che vede l’Italia come «una delle aree di maggiore interesse» per il prossimo triennio. Dove l’obiettivo, prosegue Favaloro, «è raddoppiare le masse in gestione e raggiungere 3 miliardi entro il 2009».
Qual è la strategia di Fortis Investments?
«Siamo entrati sul mercato italiano all’inizio del 2003 e, in un contesto fortemente competitivo e per taluni aspetti maturo, ci siamo ritagliati un ruolo che i nostri investitori ci riconoscono con sempre maggiore forza. La massa in gestione che a fine 2005 ammontava a circa 700 milioni nei primi quattro mesi dell’anno si accinge a raddoppiare, e questo ci consente di raggiungere e ampiamente superare l’obiettivo di un miliardo che ci eravamo prefissi entro fine 2006. Questi risultati ci danno grande entusiasmo nella predisposizione del business plan per il prossimo triennio: vogliamo raddoppiare le masse in gestione e raggiungere i 3 miliardi entro il 2009».
Come intendete raggiungere questi obiettivi?
«Gli obiettivi di medio termine passano dalla capacità di vincere alcune sfide che intendiamo cogliere da subito: sviluppare il rapporto con gli investitori istituzionali e cogliere le opportunità della futura riforma pensionistica; consolidare il rapporto con gli attuali clienti e con essi lavorare a specifici progetti di sviluppo prodotto; dare forte impulso ai rapporti con le reti di distribuzione e a breve saremo in grado di annunciare due importanti accordi. Come responsabile anche dello sviluppo in Grecia conto entro l’anno di raccogliere i primi frutti anche su questo mercato».
Si parla frequentemente di fondi a ritorno assoluto, cosa suggerite?
«Le dinamiche che hanno caratterizzato l’andamento dei mercati finanziari nel corso degli ultimi anni hanno messo in evidenza alcuni temi nuovi e delineato un contesto complesso: forti correlazioni tra i diversi mercati e rendimenti molto contenuti. In altre parole, in parecchie situazioni l’investitore inesperto corre il rischio di costruire il proprio portafoglio con un’eccessiva concentrazione del rischio che non ripagherà con un commisurato rendimento. Un esempio su tutti è dato dalla correlazione tra i principali mercati azionari (basti pensare ai listini europeo e americano), fenomeno non del tutto nuovo ma amplificato recentemente: ciò si traduce in maggiore difficoltà per l’investitore a trovare i giusti rapporti di equilibrio tra i fattori di rischio che ciascun mercato rappresenta, in altre parole ciò che veniva considerata come una valida diversificazione, tra Usa ed Europa, oggi non è più sufficiente. Ancora, i portafogli cosiddetti «difensivi» investiti in titoli di Stato non riescono a soddisfare più l’esigenza di rendimenti reali sufficienti a finalità di remunerazione del capitale nel lungo periodo, un esempio su tutti la ricerca di “duration” sempre più lunghe da parte dei fondi pensione internazionali».
Puntare sulla diversificazione, allora?
«Il nostro suggerimento è ricercare la massima diversificazione dei portafogli dando spazio all’interno delle scelte di investimento a classi di attivo decorrelate dai principali indici (ad esempio obbligazioni convertibili, fondi small cap, mercati emergenti) e, laddove possibile, totalmente slegate da questi. A questo proposito l’inserimento dei fondi a ritorno assoluto (Absolute Return) può contribure allo scopo: fondi che ricercano il ritorno positivo in qualsiasi contesto di mercato e il cui obiettivo è strettamente legato a un livello massimo di rischio. Come Fortis Investments abbiamo investito nello sviluppo di questi prodotti in tempi non sospetti, già nel 2003 lanciavamo i primi fondi Absolute Return che oggi vantano oltre 3 miliardi in gestione e rappresentano una famiglia composta da sette fondi a cui entro fine anno se ne aggiungeranno altri tre».
Qual è la chiave del successo per un operatore dell’asset management e quali sono i vostri obiettivi?
«Innovare e adeguarsi tempestivamente alle esigenze della clientela e alle condizioni dei mercati. Ecco la chiave dello sviluppo di un range di prodotti competitivo; le masse in gestione per Fortis Investments sono cresciute da 87 milardi a fine 2004 a oltre 105 a fine 2005, una crescita importante con segnali di forza anche in questi primi mesi dell’anno e che ha premiato in maggioranza quei prodotti di recente lancio: Absolute Return in primis. Per quanto riguarda il lancio di nuovi prodotti, contiamo nel corso dei prossimi mesi di proporre agli investitori Italiani 5 nuovi comparti della nostra Sicav lussemburghese: un fondo specializzato nelle materie prime, 2 Absolute Return e 2 sui mercati emergenti di cui un comparto specializzato sul mercato azionario della Turchia».