Fortugno, pg: "Ergastolo per esecutori e mandanti"

Le richieste del procuratore di Reggio Calabria Pignatone per l'omicidio del vice presidente del consiglio regionale, ucciso nel 2005 a Locri: quattro ergastoli ai Marcianò, a Ritorto e ad Audino

Locri - Quattro ergastoli. Quiesta la richiesta di condanna fatta dal procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, per presunti mandanti ed esecutori dell’omicidio del vice presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Pignatone, intervenuto davanti ai giudici della Corte d’Assise di Locri proprio per formulare le richieste del suo ufficio, ha chiesto l’ergastolo per Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, ritenuti i mandanti del delitto; per Salvatore Ritorto, accusato di essere l’autore materiale dell’omicidio, e per Domenico Audino, al quale viene contestato anche un tentato omicidio compiuto a Locri. I Marcianò, sostengono i magistrati, avrebbero pianificato l’uccisione di Fortugno, 54 anni, esponente della Margherita, per far posto in consiglio regionale al loro favorito Domenico Crea, primo dei non eletti del partito, che era stato arrestato nell’ambito dell’operazione Onorata Sanità e si trova attualmente in carcere.

Altre condanne Pignatone ha poi chiesto la condanna anche per gli altri quattro imputati nel processo che rispondono, a vario titolo, di associazione mafiosa, danneggiamento e altro. Il procuratore ha chiesto la condanna a 16 anni per Vincenzo Cordì, a 12 per Carmelo Dessì, a otto per Antonio Dessì ed a tre anni e sette mesi per Alessio Scali. Pignatone, inoltre, ha chiesto di procedere per il reato di falsa testimonianza nei confronti di alcuni dei testi che hanno deposto nel corso del processo soprattutto per quanto riguarda l’alibi presentato da Giuseppe Marcianò che ha sempre dichiarato di essersi trovato in un centro commerciale fuori da Locri.