Forum di intellettuali a Villa Borromeo fra politica, arte e scienza

La politica, la scrittura civile, la libertà. E per l'edizione in corso, che ha aperto ieri i battenti a Villa San Carlo Borromeo a Senago, la democrazia. Sceglie temi all'apparenza ambiziosi, in realtà fondamentali per interpretare la storia e i suoi movimenti, il Festival della Modernità organizzato dalla casa editrice Spirali in collaborazione con l'Università del Secondo Rinascimento. Ogni sei mesi, la dimora storica trecentesca e il suo parco si trasforma nella casa di decine di intellettuali, artisti, scrittori, poeti, molti dei quali dissidenti, che, invitati dall'ospite Cristina Frua De Angeli, si ritrovano a discutere liberamente, tra loro e con il pubblico intervenuto.
Tra gli ospiti che fino a domani sera animeranno le giornate alla villa, importanti nomi italiani e stranieri (per l'elenco completo degli intervenuti e informazioni sugli interventi: www.villasancarloborromeo.com), tra cui gli scrittori e artisti Fernando Arrabal, Marina Nemat, Krzysztof Zanussi e Aleksander Kushner; gli esperti di economia e politica Roberto Ruozi, Boris Nemtsov, Avraham Burg e Daniel Pipes; i dissidenti Lu Decheng, Armando De Armas e Hamid Sadr; i giornalisti d'inchiesta Saleem Shahzad, Zhou Qing; i musicisti Vladimir Wladigerov e Nathalia Romanenko. Quasi tutti i relatori invitati portano avanti da anni una battaglia, nel loro paese o in esilio e combattono per ideali o scelte politiche. Molti sono autori di Spirali, la casa editrice che ha appena superato il traguardo dei trent'anni dando appunto voce ai dissidenti di tutto il mondo, tra cui gli oppositori storici del regime castrista e da ultimo molti dei principali denunciatari delle oppressioni e della censura governativa cinese.
«Il tema della democrazia» spiega uno degli organizzatori del Festival, «viene affrontato senza ideologie dominanti, forti della convinzione che per essere instaurata, la democrazia vada codificata da una formazione artistica e culturale. Vogliamo chiamarci fuori dagli schemi, dai canoni, dalle chiese, dagli interessi di partito». Ecco perché gli incontri si svolgeranno senza seguire uno schema rigoroso e formale, come spesso accade in convegni e congressi internazionali: i relatori - molti dei quali hanno preparato un testo che verrà comunque raccolto negli atti del Festival - si riuniranno nella sala principale della villa e parleranno a turno, intervenendo per utte le giornate anche a commento degli interventi altrui, come in una laboratorio o un palcoscenico, in cui ognuno porta la propria testimonianza e senza tecnicismi, visto che la scienza incontrerà la musica, la medicina la lettaratura, la politica la poesia, in un dialogo continuo e interdisciplinare. A fare da cornice, un balletto, una mostra d'arte e molti concerti.