La forza della bellezza anche nella malattia e nella morte

Elena Gaiardoni

Non si era scusata per l'ultima sua campagna «L'Aids è di moda», per la quale aveva prestato il volto insieme a Donatella Versace, per combattere la diffusione di un'epidemia che continua a falciare vite.

Ieri la sua vita è stata falciata da una malattia altrettanto dura, ma lei avrebbe detto ancora: «Mai vergognarsi della verità. Noi non siamo bambole», come disse nell'aprile scorso durante una conferenza stampa, spiegando il suo slogan sull'Aids che aveva fatto impazzire i social. Franca Sozzani, per 28 anni direttrice di «Vogue Italia», aveva un pensiero alto come la sua fronte, che fatalmente diventava tendenza con classe.

«Il suo volto era il volto del fashion, un valore per Milano - ha commentato il sindaco Giuseppe Sala -. La ricorderemo con l'affetto dovuto alle persone capaci di rendere più importanti nel mondo il potenziale creativo della loro città».

Sui manifesti dedicati all'Aids i suoi lineamenti erano già scavati da una sofferenza rimasta bellezza perché mai arresa al lamento. «La sua morte è uno shock - dichiara Stefano Parisi di Energie per l'Italia -. Dobbiamo farle onore, perpetrando con la sua medesima fantasia il suo impegno nel giornalismo, nella moda, nell'impresa».

Unanime nel coro di cordoglio la voce di Cristina Tajani, assessore alle Politiche del Lavoro. «Ho avuto la fortuna di lavorare con lei, apprezzando la facoltà fortemente innovatrice». Il coraggio della «direttrice» è stato lodato da Carlo Buora, presidente dello Ieo e del centro cardiologico Monzino. «Franca è riuscita a portare la sua energia positiva anche nel mondo delle malattie oncologiche». Andandosene durante il Natale come una tenera pagina di Beatrix Potter, morta anche lei un 22 di dicembre.