Forza CassanoTutta Italia tifa per lui

Oggi la verità sul malore: c’è ottimismo ma serve un piccolo intervento al cuore Da Moratti a Totti, quanti auguri Pato e Pazzini vanno in ospedale

Milano Cassano sta meglio. «C'è un cauto ottimismo», è la conferma solenne proveniente da Minsk, Bielorussia, e firmata da Adriano Galliani. Cassano sta meglio e finalmente questa mattina avremo il primo bollettino ufficiale del Policlinico di Milano con tutti i chiarimenti del caso. Coinciderà con il ritorno a Milano di Rudy Tavana, il medico del Milan rimasto in contatto telefonico con i colleghi del reparto di neurologia.

L'allarme, a raccogliere le impressioni provenienti proprio dallo spogliatoio rossonero, è finito lunedì pomeriggio intorno alle 18.30. Dev'essere di quell'ora l'esito di uno dei controlli decisivi per avere un quadro clinico attendibile. L'attacco temporaneo di ischemia, altrimenti detto “tia”, ha avuto una durata inferiore all'ora senza lasciare tracce. Ed è stato provocato, questa l'ipotesi più accreditata, da un embolo che ha raggiunto un piccolo vaso del cervello, passato attraverso un foro scoperto nel setto che separa i due atri del cuore di Antonio. Di qui la decisione di intervenire chirurgicamente per correggere quel difetto congenito tappando il buco con un “ombrellino” metallico.

Perciò lunedì sera è arrivata la nota del club rossonero, seguita all'annuncio dell'agenzia Ansa, per smontare la tesi di una situazione drammatica. Perciò ieri i volti di Carolina, la moglie, e della mamma, la signora Giovanna, erano molto più distesi. Cassano sta meglio e ha chiesto un televisore per assistere alla partita del Milan. Si è persino commosso appena ha visto spuntare sulle spalle di Boateng la sua maglia col numero 99 per una dedica tenerissima.

Cassano sta meglio e tra qualche ora conosceremo anche la data delle dimissioni oltre che le tappe che dovranno riportarlo alla ripresa completa dell'attività calcistica: la terapia farmacologica, poi l'intervento di correzione del difetto cardiaco. A quel punto il suo ritorno all'attività sarà legato al lasciapassare del medico sociale Tavana, come ha chiarito il presidente della federazione dei medici sportivi Maurizio Casasco. Previsioni? È come giocare al superenalotto: all'inizio del 2012 quella più accreditata. Che vuol dire recuperare il talento di Cassano al Milan e alla Nazionale in chiave europeo.

Cassano sta meglio e ha scoperto all'improvviso di essere diventato un campione trasversale: è fiorito intorno alla sua discussa sagoma, spesso sbertucciata con ferocia, un affetto da segnalare. Passi per il popolo dei suoi tifosi e per lo striscione esposto sui cancelli del Policlinico ("sotto la sud torna a segnare, Antonio non mollare"). Passi per l'arrivo nel reparto di Antonini e Pato, suoi sodali.

È il resto, tutto il resto che ha fatto notizia. Come la visita di Pazzini e Materazzi, ad esempio, scortati da Stefano Filucchi uno dei dirigenti di punta dell'Inter. Oppure le parole spese da Ranieri prima della conferenza stampa di Champions. Come il messaggio di Fiorello, uno che in passato lo aveva tormentato con i suoi sfottò. O come il messaggio, simpaticissimo, di Francesco Totti, il suo vecchio capitano ai tempi della Roma: «Dai Antonio esci subito che a quest'ora i medici non ne potranno più di vederti lì». Seguito da quelli, canonici, di Ronaldo, di Del Piero, del presidente del Coni Petrucci e da una infinità di persone comuni, di suoi tifosi della prima ora, molti baresi che si sono addirittura imbarcati su un treno per presentarsi alla reception del Policlinico e lasciare un messaggio d'augurio.

Solo qualche settimana fa, a Firenze, Cassano sentì sulle sue spalle il peso enorme di critiche persino eccessive. «Io sbaglio spesso ma qui mi contestano anche quando non sono io a sbagliare», il suo sfogo chiuso da quella promessa («tra 3 anni smetto e allora vi sfogherete con Balotelli») che sembrò fare il verso alla stanchezza di Ibrahimovic.

Ecco: adesso Cassano non è più solo contro tutti. C'è tutta una curva che tifa per lui. È circondato da un affetto testimoniato anche dalla telefonata che Massimo Moratti, il presidente dell'Inter, gli ha personalmente fatto nella tarda mattina di ieri. La sua carriera non è a rischio. Forse gli è riuscito, stando in un lettino al terzo piano del reparto di neurologia del Policlinico, di dare una sterzata clamorosa al suo futuro e al suo personaggio.