Forza Donadoni

All’inizio era solo un raccomandato, ora è un vero ct. Oggi parte l’Europeo e noi cominciamo a tifare Italia. Quindi per lui

Diciamolo subito: c’era chi tifava contro e forse c’è ancora. Prima hanno detto che era raccomandato, poi che era un po’ antipatico, poi ancora che è troppo permaloso e comunque sicuramente un po’ inesperto e in ogni caso che avevano ragione Totti e Nesta a mollarlo lì in mezzo alla strada (per l’Europeo, s’intende). Poi anche che Lippi era meglio - e con un titolo mondiale in tasca ci voleva poco - ma successivamente che Lippi sarebbe stato meglio. Infine anche che avrebbe dovuto fare l’Europeo e poi «vediamo», salvo poi dire che meritava un contratto ma se va male se ne deve andare comunque. E in tutto questo Roberto Donadoni ha preso in mano una nazionale satura e senza più fiato e ne ha fatto una squadra credibile, a tratti divertente, sicuramente temibile.

Intendiamoci: non è che le critiche al ct fossero tutte e del tutto sbagliate, però anche Donadoni è cresciuto, certamente come ct, infondendo all’Italia del calcio le sue idee e scendendo a compromessi con le sue certezze. Se le scelte finali si riveleranno corrette lo sapremo solo tra un paio di settimane, il girone che ci aspetta è difficile ma forse per questo più affascinante e di sicuro Cassano più di Inzaghi, piuttosto che Del Piero prima punta o tornante sono particolari che animeranno le discussioni prossime venture, da quelle più autorevoli a quelle da bar.

In mezzo però c’è la magia dei grandi avvenimenti, quelli che ti fanno accendere la tv per vedere Portogallo-Turchia (scommettiamo?), quella di questi Europei che per partecipazione assomigliano a un piccolo Mondiale. Un torneo nel quale mettiamo in gioco un titolo di campioni assoluti - conquistato appunto con Lippi - che bisogna difendere con orgoglio. Due anni dopo, infatti, oltre alle immagini che scorrono in tv e che provocano ancora brividi e lucciconi agli occhi, resta l’impressione che il nostro calcio stia - tutto sommato - tornando ad essere il più invidiato e ammirato.

Per questo dunque diciamo «forza Donadoni», con convinzione e in attesa che Toni, Di Natale o - perché no? - proprio Cassano e Del Piero ci facciano rivivere le emozioni delle notti magiche. Forza Donadoni, perché oggi più che mai questa Italia è sua. E, tutto sommato: perché mai dovremmo tifare contro?