Forza Italia, in 50mila alle primarie Berlusconi: «Ecco la formula giusta»

Il Cavaliere vuole votare ma viene bloccato: «Lei risiede a Milano»

da Roma

L’esperimento delle primarie di Forza Italia a Roma sembra incuriosire non poco Silvio Berlusconi. Che dopo aver preso parte alla manifestazione di presentazione dell’iniziativa giovedì scorso in piazza San Lorenzo in Lucina, ieri ha deciso di fare un salto al seggio di Capannelle, uno dei cento allestiti nella capitale per quelli che nelle previsioni dovevano essere 20mila votanti ma che già ieri sera sfioravano quota 50mila, con il coordinatore azzurro del Lazio Francesco Giro che annunciava di aver raggiunto un traguardo insperato. Una passeggiata fuori programma prima di involarsi da Ciampino con destinazione la Sardegna, per dare un occhio a quella che in Forza Italia è una vera e propria eccezione. «Una sperimentazione - spiegava giovedì Giro - in deroga al nostro Statuto e autorizzata da Berlusconi».
Che ieri - raccontano Sandro Bondi e Giro - appena sceso dall’auto «è stato circondato dall’entusiasmo della gente che lo ha invitato più volte a votare» per scegliere i venti candidati per il congresso cittadino tra i quali saranno poi eletti i dieci membri del direttivo e i due vice coordinatori. Così, il Cavaliere ha pagato un contributo di cinque euro (per votare ne bastano due) e si è apprestato ad esprimere il suo voto. Anche se, racconta Bondi, «nonostante una mia speciale deroga» non è stato possibile. «Presidente, ma lei è residente a Milano», ha infatti osservato la presidente del seggio di Capannelle Maria Rosaria Rossi. «Ha ragione», ha risposto Berlusconi. «Però il contributo ce lo lascia lo stesso?», ha chiesto un simpatizzante. «Certo che sì», ha ribattuto l’ex premier prima di concedersi foto e autografi con i sostenitori di Forza Italia presenti. Il Cavaliere ha pure firmato un volantino della Carta dei valori di Forza Italia. «Questa - dice - è la Carta in cui credo e a cui dobbiamo sempre rimanere fedeli». Poi, un auspicio per il futuro, perché «spero che nella prossima legislatura ci sia un Parlamento più rosa con una quota anche superiore al 30 per cento».
Dopo la visita, al telefono con Giro, Berlusconi ha però voluto marcare la differenza tra le primarie dell’Unione e l’esperimento di Forza Italia a Roma. «La formula - spiega - è quella giusta, perché sono fatte per scegliere una squadra. Noi non abbiamo bisogno di primarie per scegliere un leader, che c’è già e l’hanno scelto gli elettori di centrodestra». Eppoi, «quelle di Prodi erano primarie preconfezionate e imposte dall’alto per scegliere un leader senza partito e senza un programma condiviso». Secondo il Cavaliere, dunque, quello di Roma «è un esperimento riuscito» che se si dimostrerà efficace «potrà essere replicato nelle grandi città, come ad esempio a Milano». Un modo, ha sottolineato il leader azzurro, «per aprire porte e finestre in Forza Italia» e «rinnovare la classe dirigente».