Forza Italia avverte Follini: «Certe parole sono pietre»

Cicchitto: «È in questo esecutivo da quattro anni...». Il premier: «La casa comune dei moderati ha il consenso degli italiani»

Emanuela Ronzitti

da Roma

Silvio Berlusconi è in Sardegna per il weekend, segue con attenzione il dibattito congressuale di An e Udc, mentre non perde di vista la meta del partito unitario del centrodestra. «Il processo unitario non può che rappresentare un passaggio fondamentale per chiudere la transizione e rendere irreversibilmente compiuta la democrazia dell'alternanza», spiega il premier in un messaggio indirizzato al senatore Carlo Vizzini, presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali che ha organizzato ieri a Palermo un convegno dal titolo «Oltre il centrodestra. La sfida delle riforme». Berlusconi ricorda le esperienze positive in Sicilia e la vittoria di Catania e ribadisce che «dobbiamo costruire una forza politica nazionale e federale, trasparente e aperta alla società». Il partito unitario ha il consenso degli elettori e Berlusconi ricorda che «siamo confortati in questo dai più recenti rilevamenti di opinione che ci dicono come il progetto di una casa di tutti i moderati raccoglie grandissimo consenso da parte degli italiani e apre le porte alla vittoria elettorale».
Consenso che invece non è arrivato da Marco Follini. La cui relazione ha irritato non solo Berlusconi, ma anche la base di Forza Italia. Le parole sono pietre, ricorda Fabrizio Cicchitto, vicecoordinatore azzurro, il day after la relazione di Marco Follini al congresso Udc. «In certe occasioni le parole sono pietre - dice Cicchitto in una nota - abbiamo l’impressione che Follini non ha valutato fino in fondo tutte le implicazioni derivanti dalla sua relazione, buona parte della quale dedicata ad attaccare il presidente Berlusconi a dieci mesi dalle elezioni». E pur vero che Follini nella sua relazione non ha tralasciato nessuno, demolendo un po’ tutti dentro e fuori la coalizione ma «senza farsi carico del fatto che è da quattro anni che fa parte di questa coalizione di governo - rimarca Cicchitto - e che la proposta avanzata da Berlusconi di un nuovo soggetto politico unitario è positiva e di alto livello». Un ultimo ammonimento infine: «Non si può dimenticare che la prossima campagna elettorale l’Udc la dovrà affrontare insieme a Fi, ad An e alla Lega». Infine, il segnale che la base azzurra non ha gradito il comportamento dell’alleato centrista: «Le sedi di Forza Italia stanno ricevendo migliaia di fax dei nostri elettori che contestano l'utilità di un voto dato a candidati appartenenti ad una forza politica che attacca sistematicamente il leader della coalizione e il presidente del Consiglio in carica».
Forza Italia è pronta anche a raccogliere la sfida per le primarie nella Casa delle libertà. «Siamo prontissimi a fare le primarie - afferma deciso Renato Schifani capogruppo al senato di Fi - siamo pronti ad andare in questa direzione se serve a dare corpo a un dibattito costruttivo all’interno della Cdl e nell’interesse del suo rafforzamento». Ma per il capogruppo la condizione per una scelta in tal senso sta solo «nell’ipotesi di nuove candidature di leadership». Il risultato per Schifani sarebbe scontato: «Servirebbero solo a ribadire una cosa: che Berlusconi resta il leader della Cdl. Berlusconi è il leader per noi e soprattutto per gli elettori. Il premier - conclude - non è certo un problema, semmai lo consideriamo una risorsa. Siamo disposti a formalizzare altre proposte di leadeship». Dalle primarie alle elezioni anticipate il passo è breve. Ci pensa Carlo Taormina a materializzare l’apertura delle urne: «Berlusconi deve, a tutela della moderna democrazia, avere uno scatto di reni e di imperio sciogliendo la Cdl - dice il deputato di Fi - costruendo un’aggregazione unitaria senza l’Udc, stringendo alleanze con Rotondi, Mussolini, Pannella e De Michelis e dimettersi dal governo per l’elezioni immediate». Francesco Giro, consigliere politico di Sandro Bondi e responsabile nazionale per i rapporti con il mondo cattolico, ricorda «agli amici dell'Udc ricordiamo che non sono soli e che Forza Italia è il partito di centro più votato d'Italia e che Berlusconi per gli ideali che difende e per i programmi che propugna può essere definito un “extraparlamentare di centro”. Il centro in cui noi crediamo è saldamente agganciato all'area cattolica liberale, socialista e riformista, alleato della destra democratica e dei movimenti federalistici».