Forza Italia chiede chiarezza sulla vendita Sea

Sabrina Cottone

«Sulla Sea serve il consenso più ampio possibile. E la riunione dei consiglieri di maggioranza va in questa direzione». Gabriele Albertini, in partenza per una missione europea, dà un giudizio positivo del summit che oggi vede i consiglieri di maggioranza convocati a parlare della privatizzazione Sea. È stata Forza Italia a chiedere un incontro per chiarire i dubbi che serpeggiano nei corridoi e che riguardano i patti parasociali, lo statuto e il diritto di veto per chi acquisterà il 34 per cento della società aeroportuale. Tutti dubbi che, se non risolti, rischiano di far saltare il numero legale. Così il presidente della commissione Bilancio, Carlo Masseroli, ha sospeso la seduta della sua commissione perché «occorrono chiarimenti su alcuni aspetti della vendita». E oggi l’assessore al Bilancio, Mario Talamona, cercherà di rispondere a tutti, con l’obiettivo di portare in aula la delibera già giovedì.
C’è poi la domanda della domande, e cioè: il prezzo è giusto? Seicento milioni di euro come base per l’asta competitiva sono pochi? Alberto Garocchio, vice presidente del gruppo di Forza Italia, spiega che «la cifra è ritenuta troppo bassa da alcuni esperti». Il sindaco, però, è di tutt’altro avviso: «Secondo le realazioni degli advisor, è un prezzo più che adeguato. Non dimentichiamo che si tratta di una gara e questa è solo la base». Albertini è stato il primo a essere informato che Forza Italia si preparava a chiedere una riunione dei consiglieri di maggioranza sulla Sea e ha dato il suo via libera: «L’argomento è stato già affrontato in giunta alla presenza di tutti gli esponenti politici, adesso spero che quest’approfondimento ci consentirà di ottenere il consenso più ampio anche in consiglio comunale».
Manfredi Palmeri, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, concorda: «È una riunione che servirà a chiarire aspetti tecnici e a zittire eventuali problemi politici. Inoltre è un incontro propedeutico a decidere quali sono le priorità per investire i soldi che saranno incassati». Matteo Salvini, capogruppo dei leghisti, glissa: «I nostri dubbi li abbiamo già chiariti. Se altri hanno altri dubbi, è giusto che ottengano i chiarimenti che chiedono». E anche Stefano Di Martino, capogruppo di An, si dice disinteressato all’incontro: «Per noi vale l’accordo sottoscritto tra Lupi, Casero, La Russa e Giorgetti. Così non ci saremo».