Forza Italia: "Conti truccati, manovra in vista"

Gli azzurri bocciano il documento di programmazione economica. Tremonti: "Ignorato l'andamento reale della spesa, senza correttivi deficit al 4%"

Roma - «Un prodotto elaborato da legulei di scarsa qualità». È il giudizio sul Dpef che sale da Forza Italia. Con artifici giuridici - è l’accusa - il governo non ha calcolato l’andamento dei conti pubblici sulla base della legislazione vigente. Per queste ragioni, non ha stimato nel deficit tendenziale del 2008 il reale andamento della spesa. Che sarà tale da portare il deficit, in assenza di interventi correttivi, prossimo al 4%.

«Ne consegue che per rispettare l’obbiettivo del 2,2% di deficit del prossimo anno - spiega Giulio Tremonti - sarà necessaria una manovra da 20-24 miliardi di euro». Le previsioni dell’ex ministro dell’Economia, oggi vicepresidente della Camera, però, non si fermano qui. Tremonti è convinto che a fine anno il deficit del 2007 non si fermerà al 2,5%, come previsto dal Dpef, ma sarà più alto. E questo - spiega - per due ragioni. La prima, le entrate. L’andamento dell’autotassazione non è stato così positivo, come dice il governo. La seconda, le spese. «Stiamo registrando un flop degli strumenti di controllo» della spesa, osserva l’ex ministro. Che, durante la conferenza stampa, osserva: «Non si è mai visto un risanamento epocale (come dice il governo, ndr) con un deficit in crescita».Econ Renato Brunetta ricorda che - al netto delle una tantum - il deficit del 2006 è stato pari al 2,3% del pil; mentre quello di quest’anno viene portato dal governo (e non con spese una tantum) al 2,5% del pil. Risultati che Brunetta stigmatizza. «Questo governo - osserva l’eurodeputato - peggiora i saldi di finanza pubblica pur avendo a disposizione una crescita della ricchezza nel Paese pari a tre volte tanto la media di aumento del pil registrata nella precedente legislatura».

«Questo esecutivo si fonda - puntualizza Tremonti - sull’amoralità politica. E il casosimbolo di questa amoralità si ha con la vicenda legata alla riforma delle pensioni». E cita un aneddoto. «All’indomani delle elezioni partecipai a una puntata di Porta a Porta con Massimo D’Alema. Gli chiesi: davvero eliminerete lo scalone previdenziale?E lui rispose: rispetteremo il Programma dell’Unione sulle pensioni. Oggi dice che non ci sono i soldi per eliminare lo scalone. È un caso di omonimia o è lo stesso Massimo D’Alema? Il ministro degli Esteri è una persona seria. E in tali circostanze, le persone serie si dimettono». Alla conferenza stampa, Sandro Bondi rileva che la «crisi politica della maggioranza è determinata dal fallimento della politica economica. Padoa- Schioppa non è serio: la legge finanziaria ha contraddetto il Dpef dello scorso anno». Per Fabrizio Cicchitto, invece, il governo è «vittima di un sistema di scatole cinesi. Con la Fiom che controlla la Cgil, e i sindacati che controllano il governo. Il vero rischio di questo Dpef - aggiunge il vice coordinatore di Forza Italia - è che farà aumentare la pressione fiscale».