Forza Italia: «Così salveremo Genova dall’immobilismo»

Sì degli azzurri a un tandem forte come Grillo e Biasotti per espugnare Comune e Provincia

(...) non si sono fatte attendere le reazioni all’intervista al Giornale di Enrico Nan, il coordinatore regionale di Forza Italia che ha detto «sì» al tandem Luigi Grillo - Sandro Biasotti per conquistare Comune e Provincia e «perché no» alle larghe intese in vista dei risvolti a livello nazionale. Il dibattito è dunque aperto sui due filoni che saranno determinanti nei prossimi mesi: la scelta delle candidature in vista delle elezioni amministrative, «per vincere e non solo per partecipare» come ha sottolineato Nan, e gli scenari politici del futuro prossimo.
Il tandem. In attesa dell’incontro, la settimana prossima, fra i segretari regionali della Casa delle Libertà, piace a Forza Italia il binomio Grillo-Biasotti, l’uno a rappresentare il mondo politico, con competenze specifiche proprio sulle problematiche genovesi, dalla portualità ai trasporti, l’altro a raccogliere il consenso del mondo imprenditoriale e della società civile in generale. Certo c’è chi, come Gianni Baget Bozzo in un intervento su queste pagine, o Giuseppe Costa il capogruppo in Comune, fa notare che Grillo potrebbe scontare il suo radicamento nello spezzino, e chi, come Michele Scandroglio, avverte che certe decisioni vanno prese al tavolo della politica prima di tutto, «perché parlarne solo sui giornali rischia di essere una fuga in avanti politicamente poco opportuna». Epperò nessuno pone il veto fra gli azzurri, e ci sono gli entusiasti. Come Roberto Cassinelli il coordinatore genovese: «Sono due candidature di grande valore, la nostra chance di espugnare palazzo Tursi e palazzo Spinola».
Larghe intese. La parola d’ordine è una per tutti: chiarezza. Perché un conto sono le intese, altra cosa sono gli inciuci. Così, avanti tutta se trattasi di condivisione delle grandi scelte per il bene della comunità: «La gravità della situazione genovese e ligure necessita di una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti» dice Cassinelli. «Su molte decisioni, dal terzo valico alla Ferrania, il centrosinistra è prigioniero delle sue frange estreme, e non può portarle a compimento senza il centrodestra» aggiunge Scandroglio. Epperò, attenzione, agli elettori bisognerà parlar chiaro: «Chi va alle urne dovrà sapere che il centrosinistra e il centrodestra collaboreranno su alcune questioni determinanti, concordate preventivamente, e soltanto su quelle» annota Scandroglio. Che il confine fra i due schieramenti debba essere molto ben delineato è conditio sine qua non anche per Costa, il quale fa notare come da tempo Forza Italia a Tursi abbia scelto una linea di responsabilità sulle tematiche importanti della città.
Un dato è certo, avverte Cassinelli: «Il centrosinistra mantiene una certa secumera, convinto della propria autosufficienza. Ma non è più così. Lo dimostrano le difficoltà che l’Unione ha nell’individuare candidati unitari per Comune e Provincia, lo scarno risultato alle ultime elezioni politiche, lo scontento dell’elettorato di centrosinistra, e anche alcune tematiche: la partita di Cornigliano, andata in porto grazie alla condivisione di alcune scelte con il centrodestra, il terzo valico, bloccato dal governo Prodi nonostante il sì al progetto della Regione di Burlando, e le gravi difficoltà del Comune a gestire il trasporto pubblico locale, che rischia di deflagrare».
Dicono tutti che non si tratta di cercare larghe intese per aiutare il centrosinistra a governare o per lenire l’eventuale sconfitta del centrodestra, ma che l’obiettivo è e deve restare uscire dall’immobilismo. Volente o nolente, Genova è già laboratorio.