Forza Italia e Udc salvano sindaca e parcheggio

Maggioranza a pezzi. Opposizione con i cerotti. Anche nel senso che va a curare le ferite della sinistra. Di più, la salva da morte certa, offre una bomboletta d’ossigeno a Marta Vincenzi e riattacca la spina al parcheggio dell’Acquasola prolungando l’agonia. Tutto, o quasi, in una seduta di consiglio regionale dove il sindaco fa la figura del pungingball in una palestra di pugilato.
Si discute del parcheggio dell’Acquasola. Quello contestatissimo e che a parole nessuno vuole, anche perché vale migliaia di firme (e di voti) contrari, come quelli rappresentati anche ieri in aula. La Regione deve deliberare se concedere una proroga al finanziamento di 2,6 milioni al progetto che è troppo in ritardo. Un passaggio apparentemente tecnico, che è stato trasformato in atto politico grazie ai continui rimpalli di responsabilità tra il sindaco Vincenzi e il governatore Burlando, nella speranza che qualcuno decida per primo. E magari si assuma la responsabilità della causa che la ditta appaltatrice è pronta a intentare. Gianni Plinio prova per tre volte a rinviare ancora la discussione per rispedire la gatta da pelare al Comune. Niente da fare, s’ha da decidere. Occorre gettare la maschera.
Tecnicamente si dovrebbe dire di sì alla proroga dei fondi, perché il Comune ne ha diritto, avendo subìto ritardi indipendenti dalla propria volontà (sentenze Tar e simili). Franco Orsi (Forza Italia) spiega in punta di diritto perché sosterrà la delibera: un intervento impeccabile per l’uomo di legge, opinabile per l’uomo politico. Il motivo è presto detto: dall’altra parte, la maggioranza non c’è più. I Verdi sono contrarissimi, Rifondazione peggio. I primi, per voce di Cristina Morelli, spernacchiano la Vincenzi («in Comune devono capire che non si può andare avanti a spot anche dopo le elezioni, ora basta»), gli altri, con Marco Nesci, danno «un giudizio anche politico del sindaco e della sua scorrettezza oltre ogni logica di continuare con il balletto delle responsabilità»). E i compagni di Minimarta? Silenzio. Burlando rispolvera l’espressione da caduto dal pero. Dai banchi dell’Ulivo tutti si guardano bene dal difendere la sindaca. Plinio le assegna «l’Oscar faccia di bronzo 2007» ed esulta perché la politica delle parole al vento della Vincenzi «finalmente risulta chiara anche a chi finora abboccava e a chi credeva alle cicogne». Persino il diessino (si può ancora dire?) Ubaldo Benvenuti le rimprovera «la brutta figura fatta dalla politica, con due amministrazioni, per di più dello stesso colore, che con questo braccio di ferro non rendono una buona immagine del centrosinistra». Il leghista Francesco Bruzzone la buttà lì, «neppure troppo scherzando: mi pare che a questo punto possiamo proporre e votare un ordine del giorno condiviso per dire alla Vincenzi di dimettersi, visto che nemmeno i suoi la difendono». Sandro Biasotti fa il pieno di applausi ribadendo l’avversione alla proroga già votata nel 2004 dalla sua maggioranza.
Ma qui arriva la sorpresa. A difendere la Vincenzi qualcuno c’è. Rosario Monteleone, che peraltro del Partito democratico non fa neppure parte, non rinnega la scelta fatta quando era ancora in Comune con Pericu. E Forza Italia. Il capogruppo Luigi Morgillo vota a favore del parcheggio dell’Acquasola, non solo usando la scappatoia tecnica offerta da Orsi, ma ribadendo un «sì» convinto anche al progetto e il rifiuto dei «soliti comitati del no a tutto che bloccano questa regione». In realtà Matteo Rosso non la pensa così e vota diversamente dal suo gruppo pur evitando di prendere la parola e alimentare polemiche interne. Si va alla conta e la proroga passa: 24 sì, 12 no, 1 astenuto, 3 assenti. Servivano 19 voti favorevoli a far passare la delibera. Quattro sono arrivati da Forza Italia, uno dall’Udc Matteo Marcenaro. Si aggiunga poi che l’altro Udc Nicola Abbundo non era in aula e che il biasottiano Franco Rocca si è astenuto. Totale, 7 voti regalati. Risultato: la Vincenzi e il parcheggio si salvano grazie ai pezzetti di opposizione.
Per la verità la pratica non è salva. Senza i 19 voti sarebbe morta e sepolta, bocciata per sempre, ma così viene solo rimpallata in Comune, che dovrà ora decidere se andare avanti col parcheggio all’Acquasola oppure no. E già ieri pomeriggio in consiglio comunale, con la Vincenzi defilata e il vicesindaco Paolo Pissarello a rispondere alle interpellanze senza dire granché, si è avuta un’anteprima di quello che potrà accadere. Certo, non accadrà quello che aveva provato a far credere la Vincenzi a mezzo stampa. Perché i soldi non si potranno spostare dall’Acquasola a piazza Palermo (o altrove) come niente fosse. L’ennesimo bluff, già svelato dalla Sistemi parcheggi, è stato bloccato anche in Regione: i fondi sono vincolati, o si farà il silos all’Acquasola o i soldi torneranno in cassa e si dovrà ricominciare l’iter. Lo dice anche un ordine del giorno approvato all’unanimità con l’avallo di Burlando in persona. Alla sindaco è stata tolta la sua scelta preferita: non potrà più fare annunci, dovrà dire sì o no all’Acquasola.