«Forza Italia guidi il rinnovamento»

È l’uomo incaricato di risolvere le questioni difficili di Forza Italia, dai turbolenti rapporti con l’opposizione sullo Statuto regionale alle fibrillazioni del gruppo azzurro in consiglio comunale. Giancarlo Abelli, dai suoi uffici con vista sulla città, invita a rafforzare il senso di identità degli azzurri e la capacità di incidere sulle scelte che contano. Dopo l’investitura ufficiale a sovrintendere alle vicende di Palazzo Marino (e non solo), è l’ora dei risultati: domani si riunirà la commissione Statuto e è in calendario il vertice con il sindaco, Letizia Moratti, per parlare di politica e nomine.
L’accordo con l’opposizione sullo Statuto è dietro l’angolo, ma nella Lega e in parte di Forza Italia rimangono perplessità. Lei da che parte sta?
«Sono convinto che dare la presidenza della commissione Statuto all’opposizione sia un atto di forza e non di debolezza, anche se è dubbio che l’opposizione abbia le credenziali per avere quella fiducia. La maggioranza è coesa ma si aspettava maggiore disponibilità da parte dell’Unione».
In quali scelte politiche l’Unione vi ha deluso?
«Avremmo voluto sentire maggiormente il loro senso di appartenenza istituzionale alla Regione piuttosto che allo schieramento politico a cui appartengono. Avrebbero potuto chiedere altre competenze per la Lombardia, come la scuola e la sanità, o almeno fare un passo in questa direzione grazie all’articolo 116. Il futuro è il federalismo».
La crisi della maggioranza e la scelta di riproporre il governo Prodi fanno peggiorare il clima anche in Regione?
«Diciamo che l’accanimento della sinistra nel rimanere inchiodati alle poltrone non aiuta. Si sta profilando una soluzione che lega ancor più strettamente la sinistra alle sue componenti più estreme. Non è di aiuto nell’avviare un percorso di regole condivise».
Forza Italia in consiglio comunale è sembrata litigiosa e in sofferenza. Vede una via d’uscita?
«Abbiamo avuto una riunione molto utile e produttiva in cui sono stati sviscerati malesseri e difficoltà dei consiglieri. Credo che ci sia lo spazio perché il gruppo recuperi maggiore consapevolezza del suo ruolo, per non fermarsi alle scaramucce ma dare contributi sui temi più alti».
Crede che vada ridisegnato il rapporto con il sindaco?
«Forza Italia non può non avere un ruolo più forte nel definire le linee attuative e strategiche della conduzione della città. Naturalmente rispettiamo le prerogative del sindaco, ma abbiamo avuto l’impressione di non giocare un ruolo all’altezza delle nostre potenzialità, considerate la nostra forza elettorale e la consistenza del gruppo. È stata anche colpa dei malesseri, ma non solo».
Berlusconi ha indicato il futuro nel Partito della libertà. Milano può esserne il laboratorio?
«Per arrivare a quell’obiettivo è fondamentale il rafforzamento e il radicamento territoriale di Forza Italia. I passaggi successivi sono importanti, ma vengono dopo il consolidamento del ruolo di guida di Forza Italia. E questo vale anche per la futura scelta del leader».