Forza Italia: da Lovari 4 «sì», Bucci si astiene

L’assessore regionale Brachetti: «Astensione corretta» Benvenuti (An): «In Provincia evitato il dibattito»

Stefania Scarpa

Prosegue anche a livello locale la mobilitazione delle forze politiche in vista dei quattro quesiti referendari su cui saranno chiamati a pronunciarsi gli italiani dopodomani e lunedì. Una mobilitazione decisamente trasversale, come dimostra il caso di Forza Italia. Ieri due esponenti azzurri hanno dato indicazioni molto diversi sul referendum. Roberto Lovari, capogruppo al consiglio comunale, è per quattro convinti sì: «Berlusconi ci ricorda sempre - spiega - che nel consenso elettorale di Forza Italia ci sono larghe fette di elettori dei partiti laici quali Psi, Psdi, Pri, Pli ed è proprio a questi che chiedo non solo di andare a votare, ma di dare anche quattro sì convinti. Si tratta di abrogare quattro punti di una legge sbagliata particolarmente illiberali e offensivi nei confronti della donna. Occorre andare a votare per sconfiggere le tentazioni segrete di settori sanfedisti ed integralisti che vorrebbero attaccare diritti civili quali la Legge 194 che difende il diritto di scelta delle donne in campo di maternità».
Di tutt’altro avviso il collega di partito Claudio Bucci, vicecoordinatore provinciale azzurro, secondo il quale «un sì e un no al referendum rischiano di essere una risposta troppo semplificativa di un interessamento che dovrà andare ben aldilà di un duello politico». Per questo Bucci ha messo ha disposizione il suo sito internet (www.claudiobucci.it) per le candidature di quanti vogliano «far parte del Comitato di cittadini che vorranno controllare da vicino i lavori parlamentari che, entro la fine della legislatura, verranno eseguiti sulla legge 40 per modificare il testo che oggi regola la materia della fecondazione assistita».
In regione da segnalare ieri la dichiarazione di non voto dell’assessore regionale agli Affari Istituzionali, Enti Locali e Sicurezza, il mastelliano Regino Brachetti: «Non andrò a votare, per il referendum sulla parziale abrogazione della legge 40, perché ritengo che l’astensione sia un metodo costituzionalmente corretto di difendere la vita, sin dal concepimento, e di impedire la deregulation selvaggia in un settore estremamente delicato, nel quale non è consentito dare spazio a vuoti normativi o ad interpretazioni soggettive».
In provincia prese di posizione e polemiche. Le donne della giunta e del consiglio hanno ieri lanciato un appello per la partecipazione al voto e per quattro sì: «L’invito della Cei all’astensione è sbagliato - spiega Rosa Rinaldi, vicepresidente di Palazzo Valentini - perché se l’embrione non è inserito nel corpo di una donna non avvia il suo processo evolutivo». Ma il capogruppo di An in consiglio, Piergiorgio Benvenuti denuncia: «Il consiglio provinciale di domani (oggi, ndr) non avrà luogo perché rimandato e la mozione presentata dal capogruppo dell’Udc, Mario Ferrante, inerente il referendum non si potrà discutere». «Non si è avuto il tempo di far svolgere il dibattito in aula anzi, si è rifiutato il confronto per il timore che nell’ambito della maggioranza di centrosinistra vi sarebbero state voci difformi - continua Benvenuti - ma si ha il tempo di enunciare all'esterno l’unità delle donne di sinistra in merito al tema referendario. Strano modo di interpretare la democrazia: si rifiuta il dibattito e si esterna un cartello omogeneo senza articolazioni di quella dialettica che dovrebbe essere alla base del libero confronto e della circolazione delle idee».
Oggi intanto, dalle 15 alle 19 si conclude a largo Goldoni la mobilitazione del Comitato «Donne e Vita» per il non voto e in difesa della legge 40 sulla fecondazione artificiale. L’iniziativa, promossa dal presidente del Comitato «Donne e Vita», Olimpia Tarzia, sarà caratterizzata da una serie di eventi, tra cui, la maratona oratoria, a partire dalle 15,30 fino alle 17,30, alla quale parteciperanno testimonial d’eccezione: donne di spettacolo, giornaliste, intellettuali, politiche bipartisan, imprenditrici.