Forza Italia: no alle primarie per il Campidoglio

«O si arriva a un candidato unico oppure anche noi proporremo un nostro nome per la corsa a sindaco»

Fabrizio de Feo

da Roma

Parola d’ordine: candidato unico per la corsa al Campidoglio. Forza Italia scende in campo e detta il suo aut aut, bocciando le primarie e invitando gli alleati a fare chiarezza. Il bivio indicato dal partito azzurro è chiaro: o si arriva a «una scelta unitaria» tra Gianni Alemanno e Mario Baccini oppure Forza Italia trasformerà quella per il Comune di Roma in una competizione a tre punte, schierando un proprio candidato «rappresentativo del suo radicamento nel territorio».
«Forza Italia - comunica il partito a conclusione della riunione a Via dell’Umiltà durata oltre 4 ore - ritiene prioritaria su ogni valutazione l’esigenza di preservare l’unità della coalizione e richiama alle ragioni dell’alleanza chi ha promosso candidature distinte, legittime e autorevoli verso le quali non vi è alcun preconcetto ma che, ragionevolmente, dovranno risolversi in una soluzione unitaria». I cittadini «meritano un candidato capace di proporre un progetto alternativo alla politica seguita da Veltroni, unicamente basata sull’immagine e la propria visibilità e non sui problemi e le emergenze di Roma». Un candidato che non dovrà passare attraverso il meccanismo delle primarie perché si tratta di «uno strumento del tutto estraneo alla nostra tradizione, al quale ricorrono coalizioni incoerenti e contraddittorie al solo fine di mascherare le proprie divisioni».
Il vertice «scaccia-ambiguità» viene promosso dal coordinatore romano, Giampaolo Sodano, dal coordinatore provinciale Alfredo Antoniozzi, dalla coordinatrice regionale Beatrice Lorenzin e da Giorgio Simeoni, responsabile della campagna elettorale nel Lazio, oltre che da Antonio Tajani. La superivisione di un passaggio così delicato è, però, affidata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti «venuto per segnalare l’interesse di tutto il partito alla questione Roma». «Bisogna che la Cdl punti su un solo candidato per il Comune di Roma» spiega Bonaiuti. «Occorre essere uniti perché il Campidoglio è molto importante per le amministrative e le politiche». Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio invita anche a concentrarsi sul programma. E sollecita la coalizione a individuare cinque grandi proposte che «aiutino a uscire dall’immagine stereotipata di Roma come la città di Veltroni per arrivare a costruire la Città dei romani».
La mossa di Forza Italia, per il momento, non fa scattare ripensamenti nei due candidati della Cdl (a cui vanno aggiunti Mauro Cutrufo per la Dc e probabilmente Donato Robilotta per il Nuovo Psi). «Capisco le intenzioni di Bonaiuti ma la mia campagna elettorale continua nel rapporto costante e diretto con la città», replica Mario Baccini. «Le primarie si faranno con le elezioni, con il rapporto diretto con i cittadini che rappresenta la vera alternativa a Veltroni». Toni simili vengono adottati anche da Gianni Alemanno. «Se Forza Italia non sarà d’accordo sarà impossibile fare le primarie per il sindaco di Roma», dice il ministro delle Politiche agricole. «La situazione si complica: a questo punto le primarie diventano il primo turno. Io mi candido per evitare che Roma diventi una seconda Bologna, cioè una città dove vince sempre il centrosinistra. Vogliamo giocarcela fino in fondo».