Forza Italia: "Poco realistici i dati sulle primarie della sinistra"

Il vice coordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto: "Gli apparati di Ds e Margherita non possono essere minimamente paragonati
agli apparati dello Stato, quali le prefetture e il Viminale, e quindi non possiamo prendere per
oro colato ciò che dicono in reazione al numero dei votanti alle primarie"

Roma - "Gli apparati di Ds e Margherita non possono essere minimamente paragonati agli apparati dello Stato, quali le prefetture e il Viminale, e quindi non possiamo prendere per oro colato ciò che dicono in reazione al numero dei votanti alle primarie. Del resto nei giorni passati gli stessi Enrico Letta e Rosy Bindi avevano manifestato non pochi timori su come sarebbe stato regolato il voto. Quindi, è certamente probabile che circa un milione e mezzo di persone ha partecipato alle primarie, mentre ci sembra molto meno reale un dato che accredita oltre 3 milioni di votanti, metà dei quali si sarebbe recato ai seggi nelle sole ultime tre ore di consultazione, stando alle comunicazioni date dallo stesso comitato elettorale fino alle 17". È quanto afferma il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto. "Detto questo, all’indomani delle primarie i problemi dell’attuale maggioranza risultano amplificati e non risolti, come sostiene invece Prodi. Una parte della stessa sinistra e settori dei centristi non hanno aderito al Pd perchè non credono nel progetto. Veltroni dovrà chiarire se il suo Pd farà, come Prodi, una stretta alleanza con la sinistra estrema, dimostrando quindi che nulla è cambiato o avrà invece lo stesso coraggio di Schroeder di marcare una netta differenza, anche in chiave elettorale, con il Prc, il Pdci e i Verdi. Perché se la coalizione resterà la stessa -avverte il parlamentare azzurro- allora il Pd si dimostrerà solo come un’abile operazione mediatica di corto respiro, con i medesimi protagonisti di sempre a sostenere un governo sull’orlo del naufragio per il condizionamento dell’estrema sinistra".

Bonaiuti: "Anche noi un partito unico, ma non dall'alto" "Il sogno di Berlusconi, lui l’ha detto più volte, è quello di arrivare a un grande popolo delle libertà unito in un partito unico. Però la nostra concezione di partito unico è ben diversa , viene dal basso dagli elettori: Veltroni è una scelta calata dall’alto". Lo ha detto Paolo Bonaiuti, portavoce del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, nel corso del programma "Uno mattina". "Agli unici due - ha aggiunto l’esponente di Fi - che hanno provato ad inserirsi nella contesa, Pannella e Di Pietro, subito hanno tirato giù la saracinesca, dicendogli: 'State indietro'. In più hanno aggiunto solo due interlocutori la Bindi e Letta, in modo tale fossero il prezzemolo sempre necessario nella minestra. E così è stato cucinato questo Partito Democratico che, su cui, una volta fatti gli auguri, rimane il dubbio su quello che sarà e che nessuno adesso sa. Noi - ha sottolineato - pensiamo invece a qualcosa che nasca dal basso. Il 2 dicembre sono scesi in piazza 2 milioni di persone per protestare conto il governo delle tasse in nome di comuni ideali, di comuni valori e i di comuni principi che uniscono il centrodestra. Berlusconi, in questa operazione, non vuole però perdere per strada nè i cattolici liberali di Casini nè i rapporti con quella Lega che è fondamentale per ciò che essa rappresenta al Nord. Quella Lega che oggi la sinistra ingiustamente attacca, ma che ieri definì, quando le faceva comodo, una costola della sinistra".