Forza Italia a Prodi: "Correggere il premio di maggioranza. Riforma in parlamento"

Il partito del Cavaliere detta le condizioni al premier per la legge elettorale. Schifani: "Soglia di
sbarramento per ridurre la frammentazione partitica, premio di maggioranza da assegnare su base nazionale"

Roma – Gli azzurri hanno chiesto a Prodi di rivedere l'attuale legge elettorale, inserendo un premio di maggioranza nazionale al Senato. Lo rende noto il capogruppo dei senatori azzurri, Renato Schifani dopo il colloquio con il presidente del Consiglio, Romano Prodi. A varcare la soglia di palazzo Chigi oggi sono stati Renato Schifani ed Elio Vito, in rappresentanza di Forza Italia. "Se si realizza la riforma della legge elettorale a soli dieci mesi dall'inizio della legislatura, vuol dire che questa riforma serve per garantire la governabilità, quindi bisogna tornare al più presto alle urne". Sul referendum la posizione di Forza Italia è abbastanza chiara: "Abbiamo riferito al Presidente del Consiglio - argomenta Schifani - che quando il parlamento si occupa di modifiche della legge elettorale fa sempre meglio di quanto possa fare un referendum, anche se condivisibile o meno nel merito. La proposta referendaria darebbe luogo, in ogni caso, ad un impianto legislativo che necessiterebbe di ulteriori miglioramenti. Mentre, se questo lo fa il Parlamento, con una grande maggioranza, credo che svolga appieno il suo ruolo e risolva i problemi".

Il Senato diviso in due è specchio del Paese "Il Senato diviso in due è lo specchio del paese vero". Il capogruppo di Forza Italia ribadisce che se si parla oggi di riforma elettorale è perchè "si presume che questa legge abbia prodotto una parità al Senato" che non aiuterebbe a governare. "La verità - conclude Schifani - è che nessuna legge supererebbe questa incognita insita nel nostro sistema bicamerale, visto che si possono presentare in ogni ramo del parlamento due coalizioni diverse". 

La riforma va fatta, ma non deve diventare un tormentone. Lo ha detto il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi: “Siamo disponibili a migliorare l'attuale legge elettorale, che comunque non è un cattivo provvedimento. La riforma va fatta e in poco tempo, ma - ha osservato Bondi - non deve diventare un tormentone a cui noi non parteciperemo mai”.

Pera contro il “sistema tedesco” “Ci sono tre modi per liberarsi di Berlusconi”. È quanto dichiara il senatore Marcello Pera che sul proprio sito internet (www.marcellopera.it) aggiunge: “Primo: cercare di fargli perdere le elezioni. Casini ci ha provato, duramente ma inutilmente: è mancato poco che Berlusconi vincesse da solo (e forse ha vinto da solo). Secondo: cercare di tenere in vita il governo Prodi qualunque cosa faccia, compreso la pace separata con i talebani, e, se per caso Prodi cadesse, non chiedere il ritorno alle urne. Casini ha battuto anche questa strada, ma senza esito: Prodi è caduto e risorto, ma Berlusconi è sempre vivo. Terzo modo: se proprio non si riesce ad eliminare Berlusconi in persona, si elimini il berlusconismo, sì che, caduto il fenomeno, cada anche l'interprete. Questa è la strada della riforma della legge elettorale chiamata ‘tedesca’: un bel voto proporzionale alle liste, sbarramenti bassi e soprattutto niente indicazione del premier, al quale si penserà dopo, in Parlamento, con le mani libere, come ai bei tempi. D'Alema e Fassino ci stanno, i partiti piccoli ovviamente sono d'accordo, la Lega strizza l'occhio. Ma, allo stato, non c'è prova che anche Berlusconi voglia seppellire il berlusconismo. E intanto il referendum avanza”.