«Forza Italia punti sui giovani e non faccia più sconti a Prodi»

Le primarie azzurre
Come cambiare? Berlusconi ha commesso tre errori di strategia organizzativa a cui non ha potuto rimediare né con il suo grande carisma né con i buoni risultati del suo governo. 1) È stato un errore madornale vincere contro il referendum pannelliano sull’abrogazione della quota proporzionale. 2) È stato un errore ancora più grande aver rifiutato la proposta di Follini sulle nostre primarie, irridendo le primarie locali della sinistra che in Puglia hanno portato l’estremista Vendola al governatorato. 3) È stato un errore ritornare al sistema proporzionale. Il primo e il terzo sono irrimediabili. Rimangono le primarie, è con esse che si organizzano le emozioni e le passioni di iscritti e simpatizzanti per poi coinvolgere gli elettori. Per cambiare e vincere serve scegliere capi e capetti (candidati sindaci, candidati governatori, candidati onorevoli, candidati leader) con le primarie. Le primarie sono la manifestazione delle emozioni della gente e serviranno a risolvere i problemi di Forza Italia anche a livello locale oltre che quelli della democrazia interna e del ricambio. Spero che Berlusconi si decida a organizzare Forza Italia con le primarie a tutti i livelli, il resto verrà da solo.
Camisano Vicentino
Il Polo in piazza
Sono sempre più convinto che in questo autunno tutto il popolo di centrodestra debba scendere in piazza! Questa maggioranza di «convenienza» si è dimenticata (o ignora) che metà Paese è contraria alla sua politica e al suo programma. Dopo aver occupato le maggiori cariche dello Stato, varie commissioni, organi di potere; dopo aver posto la fiducia su tutto e screditato ciò che si è fatto nella precedente legislatura, vorrebbe eliminare Berlusconi e farci vivere sotto un regime. Con finte liberalizzazioni e un’immagine economica sempre negativa, vogliono svendere il nostro lavoro e infliggerci nuove tasse. Per non parlare di come vorrebbero «donare» la cittadinanza italiana a chi magari neanche la vuole o la userebbe solo per convenienza personale non sentendosi pienamente integrati nella nostra nazione. Tutti questi atteggiamenti di arroganza e finta democrazia devono finire. È il momento che i moderati facciano sentire la loro voce. Basta con la politica di palazzo e di salotti, bisogna tornare in piazza e strada vicino alla gente.
Alessandro Iocola
Torino
Capi e capetti
Sveglia, presidente Berlusconi! Spero abbia letto il notevole articolo «Forza Italia, la vorrei così». In particolare mi riconosco nei desiderata contenuti nella frase: «A dirigere (il partito) deve andare chi ha idee chiare e distinte, chi ha polso fermo, voce chiara, capacità di convincere e vincere» e, aggiungo io, non uno dei tanti voltagabbana che prosperano fra i piccoli ras locali, senza dimenticare i troppi carrieristi annidati da sempre nei ministeri romani. I miei complimenti a Guzzanti, la forza delle sue argomentazioni è poi quella del popolo di Forza Italia!
Renzo Dentesano
Roma.
Azzurri troppo buoni
Ho molto apprezzato la sottile rabbia che pervade lo scritto di Guzzanti perché è la stessa rabbia soffocata che sentiamo noi che votiamo Fi; soffocata perché c’è sempre la speranza che le cose cambino, che una rinnovata determinazione spinga chi di dovere a un rinnovamento del partito che ormai sembra necessario e urgente ma che a me pare debba provocare una sorta di rimescolamento delle forze che lo compongono portando a galla nuove identità e nuove idee che ridiano vigore all’azione politica e migliore penetrazione sociale. Mi ha profondamente irritato sentire dire a D’Alema che loro sono stati «troppo buoni» nell’assegnazione delle cariche dei direttori dei Tg delle reti Rai. Mi pare che un tale atteggiamento non possa legarsi a qualsivoglia collaborazione, concertazione o convergenza, o buon governo. In altre parole, nulla di buono possiamo aspettarci. Per questo siamo pronti a scendere in piazza... basta che qualcuno si alzi e lo chieda!
Gianfranco Valenti
Torino
Contro ogni legge
Sono delusa e inquieta per il silenzio dell’opposizione, assente sui media. Sento spesso la Cdl dire che l’opposizione va fatta con i guanti, tenendo presente il bene del Paese. Ritengo che l’attuale governo sia un grande male per l’Italia e l’unico bene che la Cdl può compiere per il Paese è quello di farlo cadere al più presto, contrastando ogni legge, chiudendo ogni varco e liberandosi dell’Udc. Per costruire la federazione di cui Berlusconi ha parlato a Rimini, è prima necessario contarci, darci fiducia l’un l’altro e impedire che un regime come l’attuale riesca ad addormentarci nel sonno, non dei giusti, bensì degli stolti. Concordo con Guzzanti e penso che il centrodestra per andare in piazza possa organizzarsi. Abbiamo giornali, circoli, siti Internet da utilizzare come strumenti organizzativi, potremo farlo a ogni proposta di legge ingiusta, pericolosa e antidemocratica. Non serve un’unica manifestazione a Roma (questa lasciamola fare a chi paga la gente per andarci e per fare numero) ma spontanee manifestazioni nelle città italiane. Saremo pochi all’inizio, ma sono certa che cresceremo. Abbiamo già perso la prima occasione di farci vedere e sentire, quando è stato rifiutato il riconteggio dei voti...
Micaela Girelli
Genova
A voce alta
Non condivido in toto Guzzanti perché credo che l’opposizione sia stata fatta nei limiti del possibile (come ad esempio nel caso dell’elezione dei presidenti del Senato e della Repubblica, le proteste per le questioni di fiducia), anche se giustamente l’elettorato della Cdl pretende che non si faccia il benché minimo sconto. Non ho dubbi però sul fatto che sia ora di organizzare una grande manifestazione a Roma perché la «maggioranza silenziosa» possa finalmente farsi sentire a gran voce contro questo governo. Infine aggiungo che, seppur a malincuore, ritenevo giusta la scelta di votare la missione in Libano ma - vista l’insistente arroganza dell’Unione e del ministro D’Alema, che continua a parlare di discontinuità rispetto al precedente governo - l’astensione sarebbe stata la scelta migliore.
giagio81@tiscali.it
Verona
Rivolta contro Visco
La sinistra bara al gioco e quindi bisogna ribaltare il tavolo. Ho l’impressione però che nella Cdl ci siano troppi furboni, che avevano solo bisogno di sistemare i loro affari e che quando devono lottare per gli interessi del Paese fanno discorsi di convergenza e collaborazione che io chiamo tradimenti. La maggior parte di italiani furibondi contro il governo sta nel mondo produttivo, in particolare autonomo delle partite Iva. Per ribaltare il tavolo, bisogna far leva su questo malcontento contro le aggressioni irresponsabili e interessate di Visco e compagnia cantante.
Vincenzo Frattura
L’Aquila
La razzia rossa
La sinistra sta facendo razzia di tutti i posti di comando e nessuno grida allo scandalo, ha mandato i nostri soldati in Libano e non si sono stese bandiere della pace, vuole ritoccare le pensioni e nessuno grida al regime. Prima di Prodi le strade dell’esodo vacanziero erano semideserte perché gli italiani si erano impoveriti; dopo Prodi, il traffico durante l’esodo vacanziero era scorrevole perché gli Italiani fanno partenze intelligenti (Tg3); se vi sono segni di ripresa nel Paese nessuno ha il coraggio di dire che il merito va attribuito al precedente Governo e non certo a quattro mesi di zoppicante centrosinistra. L’impressione è che il «potere» l’attaccamento alla poltrona, sia un collante sufficiente per far convivere la Margherita e i radicali. E l’opposizione? Pare intimorita, incapace di una seria autocritica: ha governato con il freno a mano tirato, non sta facendo una seria e costruttiva opposizione, non ha saputo coltivare e crescere le nuove leve. Il partito, anche a livello locale è allo sbando, le nuove leve non hanno chi sa insegnare loro il mestiere. Il centrosinistra ha vinto sfruttando l’odio per Berlusconi, mentre il Cavaliere è apparso ancora frastornato dalla sconfitta elettorale. Può fare e dare ancora molto ma deve traghettare «l’azienda partito» nelle mani delle nuove generazioni. Non vorrei morire né comunista, né musulmana.
Nerella Buggio
Tutti spariti?
Caro Guzzanti, complimenti per l’articolo «Forza Italia la vorrei così»; era ora che qualcuno dicesse queste cose, siamo stufi dei Bondi e Cicchitto come siamo stufi anche di Prodi. Dove sono tutti gli eletti di Fi a Roma? Ora che hanno preso il posto sono spariti! Perché non scendiamo in piazza come ha fatto la sinistra per 5 anni? Perché non sbraitiamo, come fanno loro, gridando ogni volta allo scandalo? E il Libano? Non è forse guerra anche quella? Però noi abbiamo votato con loro un bel sì! Che schifo! E Casarini, Agnoletto, Caruso e la sua armata no global dove sono finiti? Scendiamo in piazza, combattiamoli sul loro stesso territorio, facciamoci sentire, non taciamo, come invece dice qualcuno, sostenendo che non è nel nostro Dna.
Mattia Perencin
Treviso
Raddrizzare la schiena
Di fronte al grande pericolo che corre l’Italia di essere travolta per decenni nella nefanda strisciante dittatura del kattocomunismo, è proprio vitale da parte della Casa della libertà raddrizzare la schiena e mostrare i muscoli nel nome della primaria salvezza di quelli che verranno. Quindi nessun buonismo, nessuna arrendevolezza: siamo all’opposizione e facciamola dura, assoluta, mostrando gli attributi in tutto e per tutto. Non c’è da scherzare, questi vogliono portarci in schiavitù. Allora senza indugio scendiamo a milioni sulle piazze. A 82 anni sarò il primo come nel passato.
Vittorio Bartoli
Perugia
Dov’è il Polo?
Sono preoccupato, molto preoccupato. Ma l’opposizione dov’è? Dove sono Fini, Maroni, Casini, i leghisti? Dov’è Berlusconi, che deve spiegarci se è ancora leader dell’opposizione oppure se si è ritirato dalla politica (e lo capirei!). Pare che le sedi di Forza Italia si stiano sempre più desertificando, ma scherziamo! Si sta buttando al vento tutto. E poi? Sveglia ragazzi! Bisogna fare opposizione ora. Adesso. Bisogna far sentire continuamente il fiato sul collo. Solo così al momento opportuno si raccoglieranno i frutti. La gente altrimenti si stufa, si demotiva, non va a votare. Bravo Guzzanti. Mi sembra che sia l’unico a reagire veramente. Guzzanti leader? Pensiamoci.
Alessandro Tapergi
Vicenza
Il ruggito della Cdl
Gli elettori hanno scelto di votare Berlusconi per quello che ai loro occhi egli rappresentava, e non come hanno sempre finto di credere quelli della sinistra, per un raggiro diabolico operato dal Cavaliere. Ora, anzi dai tempi della discontinuità, ho cominciato ad arrabbiarmi, ma alle ultime elezioni ho ancora votato, a differenza di molti che non se la sono più sentiti di farlo. Per favore basta papocchi che hanno l’aria di sordidi inciuci, la scusa del bene del Paese non regge... Ripeto se Forza Italia non è morta provi a ruggire e a mordere.
Mario Cavana
Conflitto di interesse
Sbaglia Cossiga a invitare Berlusconi, a vendere tutto per non farsi massacrare. Il vero liberalismo non esclude nessuno in politica dalla concorrenza, specie se c’è una legge che dà garanzie. Ma dov’è il conflitto d’interesse se, durante il governo di centrodestra, la sinistra ha avuto più spazio in televisione e le tv di Stato hanno prodotto programmi antiberlusconiani (quello di Celentano su tutti), mentre nelle scuole si propinava agli alunni «Viva Zapatero» e Nanni Moretti produceva «Il caimano»? Per non parlare del conflitto d’interesse che investe il padrone di Tiscali, Renato Soru, o il padrone del caffè, Illy, o i politici legati a Unipol. Forse, perché di sinistra, appartengono a una razza speciale?
Lucia Serinelli
Le follie di Follini
Esprimo ammirazione per la presa di posizione di Guzzanti. Basta con l’opposizione da minuetto che insegue le follie di Follini sul fatto che bisogna calarsi le braghe di fronte ai comunisti. I primi atti di governo ci hanno dimostrato che la maggioranza, nonostante il cambio dei nomi, è composta ancora dai vecchi marxisti che vogliono controllare le nostre vite con lo spionaggio bancario e fiscale: il redditometro. La gente è infuriata e non vede l’ora di scendere in piazza.
Agostino Bitocchi
Tre misteri
Il nuovo scenario politico mi ha lasciato perplesso su tre punti: 1) Che tipo di opposizione vuol condurre la Cdl? È un mistero. L’attuale «scontro» garantirà a Prodi una permanenza in carica per 5 anni, e forse una rielezione, una vera iattura. 2) Perché si continua a interpellare Cossiga? Altro mistero. Cossiga è persona coerentissima; infatti vota sistematicamente a sinistra e favorisce sistematicamente qualunque gioco di potere della sinistra. Diciamo che è funzionale alla sinistra. 3) Quali sono le linee di sviluppo strategico della Cdl in materia di energia, ricerca scientifica, cultura e, perché no, anche di immigrazione, visto che la Bossi-Fini è un «pannicello caldo». Se la Cdl non farà leva su un programma forte, comprensibile ai più, non riuscirà a scalzare i clown che ci governano.
Fabio Tremari