Forza Italia riparte da Pierleoni: sarà il termometro dei municipi

Forza Italia a grandi passi sulla strada della riorganizzazione. Il coordinatore regionale del Lazio e Commissario per la città di Roma, Francesco Giro, ieri ha nominato Andrea Pierleoni capo della segreteria politica del coordinatore regionale con la delega alla nuova Consulta azzurra dei municipi di Roma che verrà costituita all’interno del partito regionale.
La nomina presta il fianco ad alcune considerazioni. Pierleoni, intanto, 32 anni, è uno dei quadri più promettenti della nouvelle vague azzurra. Alle ultime elezioni comunali non è stato eletto per poche centinaia di voti, raccogliendo comunque oltre 2mila preferenze. Ma soprattutto è stato uomo di fiducia e braccio destro del consigliere Raffaele D’Ambrosio, ex capogruppo di Forza italia, che alle Regionali aveva sbancato le urne con ben 20mila voti. È stato, anzi, uno degli artefici della messe elettorale di colui che pochi giorni fa ha preferito traghettare verso l’Mpa di Lombardo. A lui ora spetterà il compito di tenere i rapporti con i consiglieri municipali del partito e quindi di registrare gli umori della base. Con ciò si dovrebbe porre rimedio ad uno dei problemi principali degli ultimi anni: la necessità di raccogliere le voci, le proposte dai fortini sperduti del territorio, dando possibilmente spazio ai migliori.
Ma c’è un secondo aspetto di novità nella nomina di Pierleoni. Si tratta infatti, a ben vedere, di un segnale preciso verso l’area del partito. D’Ambrosio è fuori, ma Pierleoni ha preferito restare. Voci dall’interno del partito parlano di altri esponenti di valore che si vogliono recuperare come futuri quadri dirigenti. Una paziente opera di ricucitura, che si estenderebbe anche, sul piano dialettico, agli stessi fuorusciti dell’ultimo anno. A chi ha fatto la scelta di finire all’Udeur, ad esempio. Una scelta di campo precisa. E tuttavia Forza Italia intenderebbe avviare perlomeno un dialogo con chi fino a poco tempo fa militava sotto la stessa bandiera. I valori del mondo cattolico restano indubbiamente gli stessi.
E possono dar vita ad una forma di dialogo, al di là dell’appartenenza a partiti e schieramenti diversi. Basti pensare a Gianfranco Zambelli, Claudio Santini, Mirko Coratti, Giacomo Leopardi. Allo stesso Sottosegretario Marco Verzaschi. Non a caso Giro è anche responsabile nazionale del partito per i rapporti con il mondo cattolico. E fino a prova contraria i nomi succitati ne fanno parte da sempre.