A FORZA ITALIA SERVE UN POOL

Forza Italia avrebbe bisogno, subito, di ciò che, subito, non può avere. Un centro di elaborazione di idee e un gruppo, abbastanza folto, di gente capace, e appassionata alla causa, di comunicarle al popolo di centrodestra. Una cosa così non si improvvisa. Ci vuole tempo e ci vuole qualcuno che ci creda. Ma, con la scusa che ci vuole tempo, si può anche rimandarla in eterno. E, a ogni tornante della politica, siamo sempre alle solite. Né più né meno di ora.
Con la conseguenza che, non facendolo, il primo che arriva e che sa bene qualcosa, e che magari non parla neanche male, diventa l'astro del momento (salvo cadute rovinose e spesso repentine) e oltreché parlare di ciò che sa comincia a parlare anche di tutto il resto (che non sa), fa strategie politiche, sogna una corrente nel partito e magari - perché no - si sente anche un potenziale leader. Ma poi sbaglia, e lo dice a qualcuno e questo qualcuno lo dice a qualcun altro e su su finché lo trombano. Ne abbiamo visti vari.
Dunque ci vorrebbero tante cose.
Dicevamo di un centro di pensiero, di elaborazione di idee per il Parlamento e per la gente. Idee semplici, chiare, dette bene, credibili. Che propongano cose o che smontino ciò che dice e che fa il centrosinistra. Un centro fatto di un gruppo di gente della preparazione e della chiarezza di idee di Marco Biagi. Lo sappiamo che è difficile ma meno non serve. Anzi è dannoso per la trafila che abbiamo descritto poco sopra. Gente che, cioè, sa di quel che parla, ne parla dopo anni di riflessione e lo dice con quella carica di competenza e convinzione che attraggono l'intelligenza e appassionano nello stesso tempo. Gente che sa stare al suo posto e che non confonde la preparazione tecnica con la capacità di fare politica che sono due cose diversissime. Troppo spesso abbiamo ascoltato professori vari dire cose stralunate, tanto originali quanto inutili, che, alla fine, tenevano più alla difesa delle loro idee che a quelle utili alla costruzione di un progetto politico e alla raccolta del consenso.
Pensate cosa ha voluto dire la legge Biagi in Italia dal punto di vista politico, culturale e dell'identità di Forza Italia (pur non scritta da qualcuno di Forza Italia) e del centrodestra. Possibile che in tutta Italia non ci siano uomini di questo tipo? Ne basterebbero dieci non mille.
Occorre tornare a parlare di idee e di progetti - e anche dei disastri del governo di centrosinistra - tra la gente. Chi va un po' in giro per l'Italia nel popolo di centrodestra lo sa. Ci vogliono riunioni, convegni, comizi, incontri perché anche se non fossero utili - e non è vero che non lo siano - è un dovere politico farlo. Chi ha votato non vuole sentirsi solo, vuole capire, vuole avere argomenti semplici e forti che diano forza alle sue ragioni. Chi deve darle tutte queste cose?
La gente che ha votato per Silvio Berlusconi, per Forza Italia e per la Casa delle Libertà non vuol sentirsi dire solo che ciò che fa il centrosinistra non va bene. Questo lo sa già. Se no, lo avrebbe votato. Vuol sapere bene perché, vuole capire dove sta l'inganno, vuole essere aiutata a valutare le alternative possibili. Per tutto questo ci vuole chi lo pensi e chi lo comunichi. E va bene ora che il centrodestra è all'opposizione e andrà bene in occasione delle elezioni politiche. Al contrario del centrosinistra i contenuti del centrodestra non cambiano, non dipendono da dove si è collocati. Dipendono da chi si è e da ciò che si pensa. Ma occorre pensarlo e i pappagalli non sono i tipi d'uomo più adatti alla bisogna.