Forza Italia si prepara al Partito della Libertà: non temiamo i Circoli

Il seminario di Gubbio. Cicchitto: "Se non torniamo movimento gli altri ci fanno marameo". Sandro Bondi: "Record storico di iscrizioni"

Gubbio - Prima Sandro Bondi, poi Fabrizio Cicchitto. Che uno dopo l’altro aprono l’appuntamento annuale di Gubbio con la Scuola di formazione di Forza Italia lanciando una sorta di svolta identitaria del partito. Perché, attacca subito il coordinatore azzurro, «o lo si ignora o lo si ridicolizza». Invece, dice, di Forza Italia «dobbiamo andare fieri» perché in tredici anni «è diventato il primo partito italiano». «Un grande partito interclassista», gli farà eco qualche minuto più tardi Cicchitto.

E tutti e due al succo del ragionamento ci arrivano presto. Con Bondi che a più riprese invoca il Partito unico del centrodestra o, a seconda di come lo si voglia declinare, il Partito delle libertà. «Una proposta - spiega - che non può dividere le forze politiche a cui si rivolge». E che, aggiunge, si sostanzia in «una nostra disponibilità a unire tutte le forze moderate in un partito ancora più grande di Forza Italia». Bondi elenca anche i soggetti dai quali si può dare il via al progetto, perché su questo fronte «non partiamo da zero». Ma, dice, «dal lavoro compiuto da Adornato, dal comitato di Todi e dall’assemblea costituente del Partito della libertà». Eppoi ci sono «i Circoli del buongoverno dell’amico Dell’Utri, i club di Adornato e la Giovane Italia». E anche «i nascenti Circoli della libertà», ai quali Bondi concede una citazione piuttosto fugace.

E sta soprattutto qui il punto. Visto che quello che il coordinatore azzurro lascia chiaramente intendere è che i Circoli di Michela Brambilla possono al più dare un contributo a un eventuale progetto di aggregazione nel centrodestra. «Il Partito della libertà - dice chiaro - non potrà mai nascere senza l’apporto determinante di Forza Italia». E a sostegno del suo ragionamento Bondi snocciola i numeri di Forza Italia che ha toccato quota 401mila tesserati, «un record storico». Ma sulla questione Brambilla è Cicchitto il più diretto. «Forza Italia - ragiona senza girarci troppo intorno in chiusura del suo intervento - deve fare il salto qualitativo: essere partito e movimento». «Solo così - aggiunge il vicecoordinatore - facciamo i conti con i Circoli: se noi esprimiamo movimento, nessuno ci può scavalcare; se stiamo seduti ci faranno marameo».

Parole da cui emerge chiaramente come in Forza Italia non sia stata ancora archiviata la querelle estiva sul Partito della libertà e l’attivismo della Brambilla. D’altra parte - racconta chi era a villa Certosa la scorsa settimana durante l’incontro con i vertici di Forza Italia - pure uno solitamente prudente come Gianni Letta ha voluto dire la sua sulla questione, perché «la storia del Partito della libertà ha dato adito a perplessità non solo in Forza Italia ma anche tra gli alleati». E anche Fedele Confalonieri ha predicato cautela.
Così, non è certo un caso che a Gubbio la Brambilla non sia stata neanche invitata nonostante per la prima volta la Scuola di formazione azzurra sia aperta anche a esponenti di altri partiti (interverranno tra gli altri Buttiglione, Gasparri e Capezzone). E qualche maligno fa notare che all’appuntamento manca anche un autorevole esponente azzurro che ultimamente sarebbe stato troppo generoso in elogi verso i Circoli della libertà.

D’altra parte, quando Bondi guarda al Partito unico spiegando che «non c’è alternativa al lavoro paziente, alla tessitura minuta e quotidiana, alla conquista continua della fiducia, alla passione e all’umiltà», sembra disegnare un approccio agli antipodi con l’esuberanza della Brambilla, che non a caso Berlusconi ha sempre definito «una forza della natura, un caterpillar». E proprio ieri - mentre a Gubbio si riunivano i vertici di Forza Italia - il Cavaliere ha concesso un’intervista al Giornale della Libertà dei Circoli in cui ribadisce la disponibilità al dialogo sulla riforma elettorale ma senza «lanciare una ciambella di salvataggio a un governo che sta affondando». E ancora: «Prodi cadrà sotto i diktat della sinistra che finiranno per prevalere e portare a un aumento della pressione fiscale».