La forza di una mamma contro il nemico anoressia

Nadia Matta, genovese, rivive la lotta contro il male che ha minacciato la sua famiglia

Pier Luigi Gardella

È stato appena pubblicato un libro di Nadia Matta dal titolo «Anoressia: la nostra occasione d'incontro - Madre e figlia a confronto». È il racconto vero di una madre, che scopre improvvisamente come tanti aspetti della vita della figlia diciassettenne, non erano solo piccoli cambiamenti nelle sue abitudini, tipici dell'età giovanile, ma rivelavano invece un malessere psichico ben più profondo, che stava conducendo la figlia Sonia verso il baratro dell'anoressia. Un libro autobiografico, la cui lettura ci ha rivelato un problema sul quale, forse anche per sbadataggine, mai avevamo approfondito, e che, se pur riguarda nel caso specifico una sola ragazza di Bogliasco, palesa invece una realtà purtroppo diffusa nel mondo, o meglio in quella parte del mondo cosiddetta evoluta e civile.
«Mamma non voglio andare più in campeggio» così inizia il libro con una frase della figlia Sonia che preannuncia un calvario che durerà quattro anni. Un calvario raccontato comprendendo quanto la mamma Nadia con il marito Egidio e la figlia più piccola Stefania affrontano, per arrivare a far uscire Sonia dal tremendo tunnel dell'anoressia, convivendo per anni con il suo male.
Nadia perde i suoi valori, i suoi interessi, rischia di perdere l'affetto del marito e dell'altra bambina: «…l'atmosfera in casa si faceva sempre più pesante, il momento dei pasti era diventato un incubo, discussioni a non finire ci sfibravano». Però Nadia trova la forza di reagire, la capacità di sorridere alle figlie, al marito ed alla fine trova anche in loro sinceri alleati per sconfiggere la malattia di Sonia. Una battaglia lunga, nella quale è stato decisivo l'aiuto di Giampietro, psicologo, e di Angela, nutrizionista. Una battaglia che ha fatto riscoprire agli stessi protagonisti il senso della vita e fa scrivere a Sonia «grazie mamma per avermi dato la vita due volte» ed ancora, la vigilia di Natale «…ho voglia di festeggiare la vita, quella vera, quella pura, quella di un bimbo che sorride, quella dell'abbraccio di un anziano… Sono fortunata Dio mi ha dato un dono: mi ha permesso di scoprire tutto questo, a soli 21 anni».
Attraverso il lungo percorso della malattia Sonia, la mamma, il papà, la sorellina, hanno messo a dura prova il loro legame. Più volte la loro unione sembrava sul punto di crollare, e sempre hanno saputo tutti assieme ricostruire. E oggi Nadia, quando può quasi considerare finito suo calvario, trova la forza di ringraziare Dio per l'esperienza, seppur dolorosa che le ha concesso di fare.
Nadia vorrebbe scrivere la parola fine al termine del suo racconto, ma il cammino da percorrere è ancora lungo: oggi Sonia finalmente le dice «Mamma devo mangiare perché è l'ora» ma la mamma potrà scrivere la parola fine quando Sonia le dirà «Mamma devo mangiare perché ho tanta fame».
Nadia Matta, Anoressia: la nostra occasione d'incontro - Madre e figlia a confronto, Zephyro edizioni, Milano, 2005.

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