«Forza Moratti, che tifosi ingenerosi»

da Milano

È un Silvio Berlusconi che lotta su tre fronti, sommando tra loro politica (le elezioni) e sport (scudetto e champions), e allora ecco che nelle domande a San Siro, a derby vinto, gli argomenti si intrecciano. Gli chiedono, su Sky, se preferirebbe essere confermato premier o vincere la coppa e la risposta è pronta: «Preferirei entrambe. Coraggiosamente inseguo tutti e due i traguardi. Ma se fossi obbligato a scegliere, preferirei quello di dare all'Italia un governo che sappia governare».
E ci sarebbe anche una Juve che oggi giocherà a Cagliari con i rossoneri a quattro punti appena, che ci sia spazio per un pensierino per il titolo? «Il campionato della Juve è stato straordinario e noi siamo contenti di un secondo posto che ci farà trascorrere vacanze tranquille. Il ko a Lecce? A parte che ci aspettava il Lione, il grosso dei punti li avevamo già persi, due o tre passi falsi che non mutano la sostanza della stagione, davvero una buona stagione».
E nel futuro più immediato il Barcellona, prima martedì a San Siro, come affrontarlo? «Da Milan, esprimendosi all’altezza della sua fama, padrone del campo e padrone del gioco, con spirito leale e sportivo. E nel derby, a parte il notevole impegno dei cugini, avevamo già la testa anche alla coppa perché alcuni, come Inzaghi e Serginho, non c’erano per averli al meglio martedì. Senza il brasiliano, ad esempio, è mancato il gioco sulle fasce, in coppa invece tornereno a sfruttare le fasce».
Ieri mancavano anche i tifosi nerazzurri. Berlusconi sarà solidale con Moratti: «Sono stati ingenerosi. Accusano i giocatori interisti di non impegnarsi, quando da sempre li accusiamo di essere troppo vivaci (fallosi, ndr) e quando c’è una persona generosa come Massimo Moratti, al quale va tutta la mia solidarietà, non mi pare giusto. E per di più nel derby, lasciare sola la squadra in una partità così...».
Ma il futuro calcistico è nel segno del Barça «espressione di una città dove il mio Milan vinse la sua prima coppa Campioni. Quella serata con la Steaua è indimenticabile, con ottantamila tifosi e tutte quelle lucine accese. E poi siamo due squadre gemelle, unite dal modo di intendere il calcio: spettacolo, lealtà, bel gioco. Saranno due partite che monopolizzeranno gli appassionati di tutto il mondo e noi intendiamo vincerle entrambe. È per questo che è stata rinnovata la fiducia ad Ancelotti».
Sarà anche il confronto tra il superattacco milanista e Ronaldinho, come fermare il fuoriclasse brasiliano? «A parte che giochiamo a zona, è una seconda punta e lo prenderanno i due centrali, Nesta e Kaladze». E rivelerà un curioso retroscena: «I miei difensori mi chiedono sempre quando acquisterò Ronaldinho. Sarebbe bellissimo vederlo giocare accanto a Kakà, il guaio è che il Barcellona non lo vende».