Forza Nuova rilancia sulle polemiche con due presidi in piazza

Settecento uomini delle forze dell’ordine schierati in assetto antisommossa. Almeno 500 militanti di Forza Nuova in piazza Missori. Altrettante centinaia di autonomi dei centri sociali in piazza Scala. Gli elementi ci sono tutti perché quella di domani sia una giornata calda. A rischio scontri. Per di più, i militanti di Forza Nuova annunciano, oltre al ritrovo all’hotel Cavalieri, anche due presidi in piazza: la mattina a Sant’Ambrogio e nel tardo pomeriggio in piazza Affari. Presìdi di cui la questura non ha ricevuto alcun preavviso.
La tensione è alta e a rendere incandescente il clima stanno contribuendo le polemiche di questi giorni per impedire il raduno di Forza Nuova. Non ultima la lettera di diffida che la Cgil, insieme alla Casa della Cultura e ad alcune associazioni di sinistra, ha deciso di inviare al prefetto di Milano per chiedere di impedire il convegno. Il testo - in tutto cinque pagine scritte dal consigliere del Pd e avvocato Ettore Martinelli - fa leva sulla «pericolosità» e sul curriculum degli ospiti del convegno di Forza Nuova, a cominciare da Simon Darby, vice presidente del partito di estrema destra inglese. «Lo scopo del convegno - si legge - è marcatamente provocatorio in quanto si svolgerà a Milano, medaglia d’oro della resistenza contro il nazifascismo».
Al ritrovo tuttavia, assicurano in tutti i modi i militanti del gruppo di estrema destra, «non si parlerà di fascismo, né di Olocausto, ma solo di economia e di proposte per uscire dalla crisi». «Non cediamo a queste provocazioni - interviene Angelo, coordinatore della sezione di Milano di Forza Nuova -. Noi vogliamo solo calmare le acque. Ci attaccano su cose che non stanno né in cielo né in terra».
Le mobilitazioni anti raduno sono tante: ieri 55 eurodeputati hanno firmato un appello promosso dall’europarlamentare del Prc Vittorio Agnoletto. L’Anpi, i collettivi studenteschi e i centri sociali si riuniranno in piazza Scala per un happening anti-fascista a cui parteciperanno anche Bebo Storti e Moni Ovadia. I collettivi del Cantiere ieri hanno manifestato davanti alla prefettura chiedendo di impedire il convegno eurofascista e «di non fare nemmeno avvicinare i fascisti a Milano, la nostra città, che ripudia le loro idee». I ragazzi hanno distribuito volantini alle macchine in transito e una delegazione, tra cui anche il consigliere regionale del Prc Luciano Muhlbauer, è stata ricevuta dal capo di gabinetto Tortora chiedendo di impedire il raduno. Sarà il ministro dell’Interno Roberto Maroni ad avere l’ultima parola sull’autorizzazione.