Forza Sampdoria, è il giorno dei miracoli

Da diciotto anni a questa parte sarà la partita più importante nella storia della Sampdoria. Dalla finale di Champions del 20 maggio 1992 non c’è mai stata tanta attenzione intorno a Bogliasco tanto che ieri Cassano, guardando il presidente Garrone, gli ha esclamato: «Presidente, in 8 anni tante telecamere non l’aveva mai viste». E siccome la storia è bella se racconta epiche battaglie, i doriani non potevano che dover rimontare due reti per rendere ancora più adrenalinica la serata. La gara più difficile (la arbitrerà l’ungherese Kassai) parte da un handicap consistente e una difesa che va chiusa come una cassaforte contro i tedeschi del Werder Brema arrivati a Genova con solo 16 elementi in rosa. Samp che non potrà contare nemmeno su un buon terreno di gioco visto che anche ieri il prato del «Ferraris» si presentava totalmente inadeguato all’evento con evidenti buche sparse per il campo nonostante da maggio a questa parte lo stadio sia stato utilizzato per una sola amichevole. Una situazione che ha fatto infuriare i giocatori del Werder che non volevano neppure allenarsi: l’ennesima figuraccia del Comune di Genova fatta davanti a tutta Europa con il richiamo ufficiale dell’Uefa a risistemare il campo di gioco ed una squadra di giardinieri che questa notte hanno provato a aggiustare alcuni ciuffi d’erba in maniera grossolana facendo infuriare anche la dirigenza doriana e l’allenatore Mimmo Di Carlo.
Dal quartier generale dei blucerchiati, dove ieri oltre a centinaia di tifosi è salito anche Riccardo Garrone, arriva la notizia che Poli non sarà della partita. Di Carlo lascerà fuori Tissone per proporre dal primo minuto Dessena. Lui con Palombo ad agire al centro del campo e Guberti e Semioli sulle fasce. In difesa, squalificato Lucchini, sarà Volta a fare coppia con Gastaldello con Stankevicius e Ziegler terzini. Ma l’attenzione dei tedeschi sarà concentrata su Cassano e Pazzini: i loro piedi e la loro testa possono generare la rimonta blucerchiata.
L’attesa è spasmodica, come dimostrano le code che ancora ieri si sono registrate fuori dal Sampdoria Point (che oggi resterà aperto con orario continuato) e che fanno pensare che stasera, al «Ferraris» nemmeno un seggiolino resti vuoto. Perché stasera c’è da scrivere una pagina di storia e, come ha ricordato il giovane difensore Massimo Volta «Non basta giocare bene, bisogna fare qualcosa di speciale». E, allora, stupisci Sampdoria.