Forzano un posto di blocco e investono un carabiniere

La banda «spacciava». Fermato un giovane si cercano i due complici

Franco Sala

Pur di evitare l’arresto non hanno esitato a travolgere i carabinieri. Un maresciallo, centrato dall’auto in fuga, ne avrà per una quarantina di giorni: è riuscito a evitare guai peggiori solo perché all’ultimo istante ha trovato una straordinaria prontezza di riflessi. Gli investigatori del nucleo operativo e radiomobile di Seregno da qualche tempo sono sulle tracce di una banda di spacciatori. Dopo intercettazioni telefoniche e pedinamenti, l’altra sera poco dopo le ventuno decidono che è arrivato il momento d’intervenire. Due gazzelle e un’auto civetta, con altrettanti equipaggi dell’Arma, partono a colpo sicuro. Il quadro investigativo racconta due cose: primo i «cavalli» sono stranieri ed italiani, secondo, vendono cocaina a un gruppo di tossici della zona. Il luogo dello smercio è Briosco, una zona appartata. I carabinieri, quattro in uniforme e due in borghese, si appostano. Trascorre qualche minuto e vedono sbucare una Ford Focus, a bordo ci sono tre uomini. Quelli che stanno aspettando. Appena l’auto dei balordi giunge a pochi metri, i ragazzi del capitano Luigi D’Ambrosio decidono che non c’è tempo da perdere. Il maresciallo alza la paletta rossa e bianca e intima l’alt. L’uomo alla guida della Ford, invece di fermarsi, pigia il piede sull’acceleratore: vuole investirlo senza scrupoli. Forse anche gli stessi spacciatori, uomini che vendono polvere bianca ai giovanissimi frequentatori dei locali più «in» della zona, erano imbottiti di droga. È l’ipotesi. Il sottoufficiale centrato alle gambe cade a terra: l’auto con i criminali fugge a tutta velocità. I carabinieri non mettono mano alle armi, riescono invece a memorizzare la targa dell’auto. Soccorrono il collega, lo trasportano al pronto soccorso del vicino ospedale di Carate Brianza, dove i medici dicono che ha una lesione al menisco. Per ora si muove con le stampelle. Comincia la caccia ai delinquenti: i carabinieri si presentano a casa di un giovane venticinquenne di Nibionno: dagli accertamenti è lui che guidava la Ford. Viene arrestato per lesioni aggravate. I complici, un marocchino, 20 anni, clandestino e un altro italiano, 23 anni, residente a Bulciago, riescono a farla franca. Per ora.