Forzati dello scippo presi dopo 115 colpi

Catturati tre monzesi tra i 19 e i 36 anni, specializzati in assalti a vecchiette. Dentro anche ricettatore marocchino

Una media da far invidia a qualunque primatista. Oltre cento scippi in soli sei mesi, più di quattro a settimana. Se non è record poco ci manca. Un'alleanza Brianza- Marocco che ha portato in galera quattro persone. Vittime quasi sempre donne monzesi di mezza età strattonate e in più di un caso gettate a terra dalla banda che agiva su di uno scooter di colore nero.
I quattro primatisti dello scippo arrestati si erano fatti un vero e proprio nome, tanto da essere soprannominati la banda dello «scooter nero». Poi la pazienza di Giovanni Maria Jacobazzi, tenente dei carabinieri di Monza, è stata premiata. Alla fine alla banda sono stati «addebitati» 115 colpi messi a segno negli ultimi sei mesi. I carabinieri hanno dato una svolta alle indagini sabato mattina arrestando i quattro. In manette sono finiti Raffaele Gallo, 25 anni e Rocco Feroleto, di 19, incensurati, Marco Azzoni di 36 anni, pregiudicato, tutti di Monza, più un marocchino Noureddine Khalki, 42 anni, operaio in regola con il permesso di soggiorno.
Gli scippi erano avvenuti in più quartieri cittadini. Vittime privilegiate naturalmente erano donne, anche anziane, a cui veniva strappata con violenza la borsetta, provocando in qualche caso lesioni anche di una certa gravità. I malviventi, una volta arraffati soldi e cellulari, si liberavano poi delle borse nelle vicinanze delle loro abitazioni, dove solitamente non mettevano a segno i loro colpi per non destare troppi sospetti.
I due più giovani, secondo gli inquirenti che hanno condotto le indagini, costituivano un «equipaggio fisso». Una coppia collaudata diventata «esperta» nello scippo. Marco Azzoni partecipava sporadicamente. Era in panchina pronto a sostituire i «titolari». Il nordafricano, invece, era il ricettatore del gruppo.
I quattro sono stati individuati grazie ai riconoscimenti fotografici e alla collaborazione prestata dalle vittime, che hanno fornito diverse testimonianze. I carabinieri di Monza hanno sequestrato 41 telefoni cellulari per un valore di circa 9 mila euro, 4 computer palmari, 20 assegni e una cinquantina tra carte d'identità e bancomat.

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