FORZE DELL’ORDINE? PRESENTI!

Confesso che, sulle prime, non sempre comprendo immediatamente le decisioni della prefettura e della questura di Genova. Ad esempio, non le ho comprese quando è quasi sembrato che lasciassero fare agli ultrà il giorno in cui ci sono stati gli scontri in via Monticelli prima del derby dello scorso anno; non le ho comprese quando ho visto una certa mano morbida in occasione del corteo no global o, ancora, quando negano la piazza a poliziotti per darla a contestatori.
Poi, però, va detto con grande onestà che quelle misure si sono sempre dimostrate sagge. Gli ultrà sono stati arrestati; i no global non hanno fatto danni ulteriori dopo quelli del 2001, senza particolari scontri.
Insomma, anche quando sembrano mollaccioni, fanno bene il loro lavoro. Ed è una buona notizia per i cittadini: perchè la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, altre forze come la Polizia penitenziaria o la Guardia Forestale sono una garanzia. E lo sono soprattutto a Genova dove sono stati descritti come una banda di torturatori abituati a prendersela con violenza cieca e gratuita contro ragazzi inermi che vanno in giro a mani nude e in guanti bianchi. Ovviamente, non era vero. Ovviamente, se da una parte c’è la Polizia e dall’altra gente che devasta la città, noi stiamo con la Polizia. Ovviamente, se uno va in giro a tirare estintori contro le camionette dei Carabinieri è difficile poi fare la morale ai Carabinieri violenti. Ovviamente, se qualcuno - anche fra le Forze dell’Ordine - ha sbagliato, è giustissimo che paghi. Proprio perchè chi rappresenta lo Stato e veste una divisa ha ancora più doveri di garantire la legalità rispetto agli altri.
Detto questo, detto che fra le guardie e i ladri stiamo sempre dalla parte delle guardie, comunque siano vestiti coloro che rispettano la legge, mi sento di fare un elogio particolare agli uomini che incarnano la linea del buonsenso e della gestione del bene comune come buoni padri di famiglia. In prefettura penso all’ottimo mandato di Giuseppe Romano, con il suo pugno di ferro in guanto di velluto, e a quello ora di Anna Maria Cancellieri, che - con il suo vocione, con il suo sorrisone, con il suo corpaccione - sembra la zia di una commedia all’italiana: severa, ma giusta. In una parola, una persona perbene.
E anche in questura vale la stessa legge: dimenticati i tempi (obiettivamente, con tutta la buona volontà, non memorabili) del G8, Salvatore Presenti ha saputo lavorare su una squadra dove l’essere poliziotti si abbina all’essere uomini. Dolcissimi nella durezza. Flessibili nell’inflessibilità. Dialoganti nel poco spazio lasciato al dialogo dalle leggi.
Insomma, con persone come il questore di Genova, come il comandante regionale dei Carabinieri generale Salvatore Scoppa, come il generale comandante regionale della Finanza Raffaele Romano, e con i loro uomini - dal capo di gabinetto Sebastiano Salvo in giù, dai graduati all’ultimo degli agenti - si parla una lingua nuova. È una rivoluzione copernicana, perchè è una lingua per cui i cittadini li sentono presenti. Con e senza la maiuscola.