Il forziere dei bresciani

Banca Lombarda nasce nel 1998 dalla fusione delle due tradizionali e storiche banche bresciane, il Cab e il San Paolo. Da quel momento, con un passo attento, la banca inizia un moderato shopping. Nel 1999 acquisisce la Cr Tortona, l’anno dopo la banca Regionale Europea. Nel 2002 compra Grifogest e l’anno dopo Banca Idea. Nel 2004 è la volta di Caboto International e i promotori del banco di Desio. Il gruppo ha 775 filiali, 600 promotori finanziari e 1,3 milioni di clienti. L’anno scorso ha fatto registrare un utile di 152 milioni, con una buona redditività al 10,7%. Ha un attivo di 33,5 miliardi, e un rapporto cost-income del 63,1%, tagliato nell’ultimo quinquennio del 4%, nonostante un piccolo incremento nel numero dei dipendenti. La qualità del credito è ottima, con sofferenze nette solo all’1% degli impieghi. La Banca è governata da un patto di sindacato che ha poco meno del 47% del capitale, il resto è sul mercato. Ad un soffio dal 5% ciascuno la Tassara di Romain Zaleski e le Fondazioni Banca del Monte di Lombardia e Cassa di risparmio di Cuneo. La Cattolica ha una quota del 3,1 per cento.