Foschi si dimette dalla «commissione inutile»

Enzo Foschi, consigliere regionale Ds, si è dimesso ieri dalla presidenza della commissione Roma Capitale perché «dopo più di un anno, infatti non posso che constatarne l’inutilità». «Un’inutilità - si legge nella lettera di dimissioni inviata da Foschi a Massimo Pineschi, presidente del consiglio regionale - fondata proprio sul fatto che è speciale e, anche per questo non esprime parere su deliberazioni, fondata su tanta generalità da non potersi occupare concretamente di nulla. Una sola riunione in attivo e la mancata sostituzione del vicepresidente Fabio Rampelli, eletto deputato nazionale, ne sono la clamorosa conferma. Questa commissione non esiste né per la maggioranza né per l’opposizione. Ciò non vuol dire che io non attribuisca alla questione Roma Capitale il significato e l’importanza che tutti sappiamo. Semplicemente ritengo che tale questione possa essere affrontata meglio direttamente dalla giunta e dalle commissioni ordinarie per temi di competenza». Foschi infine invita a riflettere anche sul ruolo più generale delle commissioni. «Occorre capire - scrive Foschi - se effettivamente abbiamo bisogno per lavorare bene di 24 commissioni consiliari. Comprendo le esigenze legate a un’aula composta ormai da 19 gruppi ma ritengo sia giunto il momento di fare ordine, per il bene della coalizione e per quello dell’istituzione. Ciascuno deve saper far fare un passo indietro alle proprie ambizioni sia di potere sia di visibilità, cercando di far prevalere un’idea di politica come servizio, ponendo se stessi dentro un’idea di squadra»
Le dimissioni di Foschi sono state particolarmente apprezzate dall’opposizione di centrodestra. Secondo Alfredo Pallone, capogruppo di Forza Italia alla Regione, quella di Foschi «è sicuramente una lettera di qualità che risponde alle esigenze denunciate dalla minoranza, alla quale il gruppo di Forza Italia unisce la propria voce per sottolineare il momento di grande crisi del governo della Giunta Marrazzo». Di «atto di responsabilità» parla il consigliere regionale di An, Francesco Lollobrigida, secondo il quale «il moltiplicarsi di commissioni, di assessorati, non solo gravano in termini economici sul bilancio della Regione, ma nemmeno sembrano essere utili ad affrontare i problemi della popolazione». Nel centrosinistra da un lato si ammonisce il centrodestra a non strumentalizzare le dimissioni di Foschi, come fa Antonietta Brancati (Italiani nel mondo), Presidente del Gruppo Misto e come fa lo stesso Foschi; ma dall’altro si accetta l’invito di Foschi a meditare sul funzionamento dell’istituzione. Al punto che anche il presidente della regione Piero Marrazzo ammette che «c’è stato un momento in cui il consiglio non ha lavorato quanto avrebbe dovuto. Le dimissioni di Foschi siano uno stimolo e invito a Pineschi a dare un segnale all’assemblea regionale».