Fossati chiede chiarezza sulla governance

Giornata difficile ieri in Borsa per Telecom Italia che ha perso il 3,8%. A pesare non sono le incertezze sul fronte internazionale, vedi Ucraina, ma quelle interne. Le aperture sulla governance, infatti, sono in questi giorni oggetto di attente riflessioni da parte di chi le aveva fortemente volute. Le promesse di apertura a un cda composto principalmente da soggetti indipendenti non basta, dunque, a Marco Fossati. E anche Asati, l'associazione dei piccoli azionisti, sta cercando i consigli dell'ex presidente Franco Bernabè per decidere cosa fare. Anche le rassicurazioni dell'ad Marco Patuano sul fronte della vendita (sempre negata) del Brasile non bastano. A questo punto Fossati e Asati, forti dell'appoggio dei fondi, vogliono una vera svolta che porti Telco, ossia la holding che fino a ora ha controllato il consiglio di Telecom, a un reale passo indietro. Intanto giovedì ci sarà il cda per l'approvazione dei conti.
Secondo gli analisti i ricavi saranno a quota 23,46 miliardi (-20% rispetto al 2012), con il debito in calo a 27 miliardi. I conti saranno resi noti venerdì prima dell'apertura dei mercati. Nel 2012 la perdita era stata di 1,6 miliardi, a causa di svalutazioni dell'avviamento per oltre 4 miliardi. Escludendo tale impatto, il risultato netto era positivo per 2,3 miliardi. Le previsioni per il quarto trimestre indicano ricavi a 5,8 miliardi e un ebitda a 2,3 miliardi. Oggi Ti Media presenta i conti, ma la trattativa con L'Espresso per le reti del digitale terrestre è ancora da definire e, dunque, ci sarà solo un'informativa ai consiglieri. Intanto ieri Cdp si è detta ancora una volta disponibile a partecipare allo scorporo della rete Telecom in presenza di garanzie sull'utilizzo delle risorse messe a disposizione.