In un fosso i rifiuti del depuratore

Riccardo Re

Quello che il loro naso aveva ormai «fiutato» da diversi mesi ha trovato conferma. Una conferma talmente evidente che hanno stentato a credere perfino ai loro occhi. E invece era tutto vero, o almeno tutto così strano. Loro, gli abitanti di Cornigliano, da mesi andavano dicendo che «quanto accadeva al depuratore di Cornigliano non sempre sembrava regolare». E sempre loro, dallo scorso marzo, hanno dovuto convivere con una terribile puzza che certi giorni rendeva l'aria davvero irrespirabile. Da ieri però, gli abitanti di Cornigliano credono di aver la prova per poter dar voce ai loro sospetti. Quello che il loro naso non aveva potuto vedere, ieri si è visto e quello che non si era osato dire, ieri si è detto. Con tutto ciò, ora, gli abitanti di Cornigliano pretendono che qualcuno li ascolti e per questo hanno chiamato vigili, polizia e carabinieri.
E quello che è successo ieri pomeriggio ha davvero dell'incredibile: sette uomini sono stati visti mentre stavano rovesciando da due camion, provenienti dal depuratore, tonnellate di una melma di color nero in una fossa lì vicino. «Non appena una donna della zona, insospettita dai miasmi, si è recata sul posto, i sette hanno tentato di nascondere il tutto, senza voler dare nessuna spiegazione» denuncia Maurizio Omarini, presidente di un comitato a tutela degli abitanti di Cornigliano. E così, poco dopo, non appena sono giunti i «rinforzi» alla signora, un camion era già nascosto in un box, mentre l'altro, era rimasto bloccato a causa di un problema tecnico. Ma non è tutto, in quel momento, sul luogo incriminato, stava arrivando un terzo camion, carico però, di terra. «Come ci ha riferito lo stesso autista» riporta Omarini, «avrebbero dovuto coprire la fossa», sperando forse, che nessuno se ne accorgesse.
Invece, proprio quella puzza, ieri particolarmente intensa ed acida, potrebbe aver tradito qualcuno, e ora, quella fossa maleodorante è stata coperta da teli di nailon, in attesa di accertamenti. Intanto, i membri del neo comitato hanno raccolto alcuni campioni di quella melma e si sono precipitati presso i Nas per un esposto. «Ora attendiamo che qualcuno analizzi queste sostanze che potrebbero essere tossiche e responsabili pure della moria di pesci nelle acque del ponente genovese», sostengono. Martedì a Tursi è in programma una prima protesta alla ricerca di risposte che fino a oggi, Comune e Circoscrizione non hanno saputo offrire.