Foti, da Aci Catena alla Samp seguendo le orme del padre

Tutti per Foti. Ventiquattrore dopo il suo primo gol nella massima serie, il calcio italiano ha scoperto un nuovo talento, un ragazzino di 17 anni che Novellino si sta coccolando da mesi, che vive il calcio come un dono perché ha avuto la fortuna di avere questo estro da spendere. Dieci giorni fa il primo gol in una gara ufficiale, in coppa Italia contro l'Udinese, la settimana scorsa le pagine di France Football, la più quotata rivista di calcio al mondo (quella che assegna il pallone d'oro tanto per intenderci), che lo inserisce tra i dieci giocatori under 20 più forti al mondo, domenica gol, generosità e fantasia in una partita che lo consacra agli onori della cronaca. La Sud gli tributa un omaggio non da poco, prendendo il testo della canzone dedicata a Flachi e sostituendo il nome del numero 10 con il suo. Lui raccoglie l'omaggio dei tifosi e l'abbraccio sentito del compagno di squadra che, dopo il suo gol, lascia il suo posto vicino al tunnel, salta il cartellone e corre in campo a complimentarsi: «È stato un momento bellissimo,- racconta Foti- dedico il gol ai miei genitori e ringrazio i compagni che mi stanno insegnando tanto e dimostrano di essere dalla mia parte».
Ma c’è da fare un passo indietro, per cercare di capire da dove è uscito questo campioncino. Salvatore è un figlio d'arte: il padre Michele, oggi direttore di una filiale di banca a Palermo, era un bomber del calcio dilettantistico siciliano, quotatissimo nell'ambiente. Alla carriera da calciatore professionista, il papà Foti ha preferito quella come bancario e ha scelto di dedicare le sue energie alla famiglia. Salvatore comincia a giocare da piccolissimo ad Aci Catena, muove i suoi primi passi da talento in erba nell'Acireale, dove è allenato da Giuseppe D'Anna, oggi coordinatore del settore tecnico dei siciliani, che lo nota e lo vuole lanciare nel calcio che conta: «Era un bambino ma si vedeva già che aveva dei numeri speciali, che lavorando sul suo talento sarebbe diventato un grande giocatore.- racconta D'Anna- Era molto più maturo dei compagni, ma non solo calcisticamente, anche mentalmente aveva una predisposizione particolare: sempre lucido, sempre attento, era un ragazzino con grande voglia di imparare a giocare». D'Anna si dice lo scopritore di questo talento, fu lui a convincerlo a lasciare l'Acireale per approdare all'Atletico Catania: «Aveva 11 anni e lo portai a Catania. Ho continuato a stragli dietro fino al suo passaggio al Venezia. - continua- Salvatore ha grandi doti e vedrete che giocatore incredibile diventerà».
Tutti credono in lui nella Sampdoria. Da Novellino che parla di un grande talento a sua disposizione, a Garrone che lo vorrebbe vedere fisicamente più forte, a Marotta che lo ha paragonato a Vieri. «So di essere in una grande società e tutto questo mi rende orgoglioso, - dice- devo tanto a mister Novellino che mi sta insegnando molto, ma voglio fare un passo alla volta». In lui non ci crede solo la Samp, bensì il calcio mondiale. Basta leggere la classifica di France Football, dove viene accostato a giocatori come Messi (Barcellona) e Aguerol (Indipendiente) che valgono già decine di milioni di euro e tengono banco sul mercato mondiale, o come Fabregas (Arsenal) e Shain (Borussia Dortmund) che hanno già incantato in Champions League e hanno un posto da titolare in grandi squadre. Salvatore non ha fretta, in fondo, il tempo è dalla sua parte.