Foti: «Io mancino costretto dal mister a segnare di destro»

Federico Casabella

Sorpreso, sicuro, spigliato. Ecco tre aggettivi che descrivono Salvatore Foti, il diciassettenne attaccante blucerchiato, il giorno dopo il suo primo gol tra i professionisti. Sorpreso, perché ancora non si capacita delle tante persone che si interessano a lui. Sicuro, perché è difficile trovare un ragazzo che, non ancora maggiorenne, sia così sicuro di sé. Spigliato, perché conversa nello stesso modo con cui, sul campo, tiene il pallone tra i piedi: con grande naturalezza.
Un gol nella Sampdoria a 17 anni, come vivi questo momento?
«Sono strafelice, ma sereno. Il solo pensiero di aver segnato sotto la gradinata Sud, riaprendo una partita importante come quella con l'Udinese, mi riempie di orgoglio. Ma se è tanta l'emozione, lo è anche la voglia di mantenere i piedi per terra».
Il gesto tecnico non è stato da poco per uno che, peraltro, predilige il piede sinistro.
«Ho lavorato con il mister tutta la settimana proprio per migliorare nel tiro di destro sul primo palo: direi che sono stato premiato!».
In questi mesi alla Samp sei migliorato molto, riuscendo a ritagliarti già una parte. Visti gli infortunati nel tuo reparto, per te ci potrà essere ancora più spazio durante la stagione. Ti senti troppo responsabilizzato?
«Io lavoro giorno per giorno con Novellino che mi segue passo passo. Cerco di tenermi pronto, a me bastano anche pochi minuti, perché ogni volta che entri sul campo è un'esperienza in più. Certo, se all'inizio della stagione mi avessero detto che avrei potuto giocare, non c'avrei creduto».
Cosa significa per un ragazzo così giovane, stare nello spogliatoio con giocatori d'esperienza?
«Sono un po' la vittima degli scherzi del gruppo. Ma sono fortunato, ho compagni d'oro che mi trasmettono tanto, sia dal punto di vista umano che da quello agonistico: mi capiscono e mi spronano. Antonioli e Castellini dal punto di vista del carattere, Flachi per i consigli tecnici. E poi, mi basta allenarmi con loro e rubare qualcosina ad ognuno».
Alla tua età già tanta esperienza lontano da casa.
«Sono andato via di casa molto presto, prima ad Acireale, poi a Catania e Venezia. Qui a Genova sto molto bene, tanta gente mi riconosce per strada e si complimenta con me. Ma, appena posso, torno nella mia Palermo con la famiglia gli amici: i primi a chiamarmi dopo il gol di mercoledì».
Domenica potresti avere la possibilità di segnare di segnare in campionato.
«Magari! Speriamo il gol della vittoria questa volta».