Foti, quel ragazzone che ricorda Vialli

Non vorrei allargarmi troppo, ma insomma mi sento di buttar lì che mi ricorda Vialli. Fisicamente somiglia al suo compaesano Raimondo Todaro, il ballerino che ha vinto in tivù «ballando sotto le stelle» in coppia con l'ex miss Italia Cristina Chiabotto, o semmai a Ibrahimovic, il suo punto di riferimento calcistico. Dico del siciliano Salvatore Foti, 17 anni e mezzo, che supera Vialli di dieci centimetri ma nel gioco lo ricorda in pieno. Come Luca, Salvatore sembra più «vecchio» e decisamente più maturo della maggioranza dei pari età. Come Luca, ha il baricentro basso, è bravo di piede e di testa e vanta un buon controllo di palla: che difende con nerbo, e non si stanca di chiamare ai compagni autorevolmente proponendosi come punto di riferimento avanzato. Come Luca, ha la propensione a mantenere il cervello lucido e a non perdere di vista il quadro tattico. Come Luca, non è velocissimo, ma è rapido nel breve e ha uno spiccato senso della porta.
Novellino me lo garantiva da settembre, sicché mi fidavo. Ma un conto sono l'Under 17, l'Under 18 e le partitelle in famiglia e un altro conto è la serie A. Solo da quando l'ho visto all'opera in uno spezzoncino nella sfortunata gara col Livorno ho cominciato a sperare di poterlo osservare in partita a tempo pieno o quasi. E Novellino ha provveduto in fretta.
Nella disgrazia dei troppi infortuni casuali, è questa la fortuna della Sampdoria di Garrone (con Marotta che sa pescare gli Antonioli e i Falcone, i Tonetto e i Pisano, i Palombo e i Foti, i Soddimo e i Mingozzi, gli Azor e i Koman a parametro zero): si fa male Bazzani e arriva Bonazzoli, si fa male Bonazzoli e torna Bazzani, si rifà male Bazzani e spunta Foti.
Ora che s'è scoperto in pieno Foti, la speranza è che tornino in fretta e al meglio Flachi e Bazzani. Primo, perché dando per scontati Juve, Inter, Milan e Roma in Champion's League e Fiorentina in Uefa, nella migliore delle ipotesi restano due soli posti Uefa da contendere, con 39 punti in palio, a Livorno, Chievo, Lazio e Palermo (e Udinese?). Secondo, perché le ultime 13 partite di campionato, da giocare finalmente a distanza di 7 giorni, dovranno pure fungere, in casa blucerchiata, da selezione in vista dell'organico da mettere a disposizione di Novellino per la prossima stagione, sperabilmente da affrontare di nuovo su tre fronti, con maggiori garanzie - sfruttando l'esperienza fatta - rispetto a quelle della stagione in corso.
Si batta pure, insomma, il ferro Foti finché è caldo, magari lo si vedesse già contro l'Ascoli (partita delicatissima!) in coppia con Flachi, ma non si tralasci di allargare il campo visivo per porre le basi di un lavoro futuro ancor più valido di quello - già più che valido - presente e passato.
Quanto alla battaglia di Garrone per una più equa distribuzione dei proventi che l'«opera collettiva» costituita da campionato nazionale e coppa Italia ha la sacrosanta ragione di vedere realizzata, come giudicare le dichiarazioni del presidente federale Carraro nel corso del convegno «Il calcio tra dritti e diritti» organizzato da An?
Ne ha detta una giusta di principio: «È necessario che il Parlamento abroghi la legge del '99, che è sbagliata» (istituzione dei diritti tivù soggettivi: legge del governo D'Alema). Ne ha detta un'altra giusta di fatto: «A contestare i contratti già in atto fino al 2009 (a pro di Juve, Milan, Inter, Roma, Livorno, Palermo eccetera, nds) si farebbero guadagnare solo gli avvocati».
Ne ha detta una terza per barcamenarsi: «Il 3 marzo c'è una nuova assemblea di Lega. Si farà qualcosa (messaggio distensivo per Garrone, nds) e spero non ci sia violazione delle regole (che impongono di schierare la squadra migliore: velata minaccia a Garrone in ordine al match con la Juve, nds).
Obiezione. Udir parlare di regole Carraro, che negli ultimi anni ha pilatescamente lasciato che accadesse di tutto e di più, sa come minimo di presa in giro.