Foto e colori, l’America dipinta di Paradiso

La galleria Ponte Rosso ospita una personale dell’artista milanese che nelle sue tele racconta gli scenari urbani d’Oltreoceano

Donatella Bono

La Galleria Ponte Rosso di via Brera 2 inaugura oggi alle 18, fino al 2 ottobre, la mostra personale «Paolo Paradiso», artista milanese, classe '57. Newyorchese d'adozione, ha vissuto a Chicago dal 1983 dove, appassionato di fotografia, è stato affascinato e influenzato dalla pop art, e ha concentrato il suo lavoro soprattutto sulla pittura. L'America evoca subito nella nostra mente immagini urbane: lo skyline di New York, i grattacieli altissimi di Chicago, affacciati sull'immenso lago Michigan.
Paradiso dipinge questa realtà piena di energia e movimento, osserva, «fotografa» l'attimo, offre agli occhi la possibilità di riflettere. Per Paradiso la fotografia è solo una fonte di ispirazione non uno strumento, come accadeva per artisti come Man Ray o lo stesso Andy Warhol. L'artista milanese riproduce sì fedelmente il soggetto, ma stabilendo un gioco visivo, per cui le tele appaiono quasi delle fotografie: si crea così un'ambivalenza di significato, che ripropone il quesito sulla differenza tra il vero e l'apparente. Le sue tele però sono ben più che fedeli riproduzioni di belle immagini, la poesia del lavoro di Paradiso sta nella capacità di renderle seducenti. C'è, nel suo lavoro, un recupero della più significativa pittura americana, dalle atmosfere rarefatte di Edward Hopper, a Pollock, fino a Warhol. Sono anche queste chiavi di lettura di tele come Men at work: la costruzione di un grattacielo, con la rigorosa geometria delle travi e gli uomini solitari e appesi nel vuoto, è una sorta di metafora dell'intraprendenza americana, per la conquista di nuove frontiere. O ancora in Chicago, dove le ombre di un sottopasso formano una griglia che sembra imbrigliare e avvolgere la vita della città secondo binari stabiliti.
E si ritrova invece la solitudine dei personaggi di Hopper in Lunch break o Crossing, dove ogni figura tende a perdere una propria identità per entrare a far parte dello stormo che sciama per la strada all'ora di pranzo. Pollock si intravede nel dipinto Rush hours, dove l'immagine notturna dei fari delle auto riflessi sull'asfalto bagnato pare un fiume inarrestabile. Ma Paradiso recupera anche la pop art, soprattutto in opere come Chinatown, Radio city e Admiral, dove si ritrovano immagini più chiassose e aggressive.
Nelle «foreste» urbane dominate da grattacieli e auto, l'artista sembra ricordarci l'importanza di recuperare l'unicità dell'individuo, via dalla «pazza folla». (Orari, da martedì a sabato: 10-12.30, domenica: 15.30-19).