Foto finte, per Burlando è solo «un’ingenuità»

GenovaIl presidente della Regione Claudio Burlando non si presenta a una conferenza stampa. Il suo staff garantisce che «per tutta la mattina è stato nel suo ufficio, irraggiungibile». Al telefonino non risponde. Poi verso mezzogiorno fa spedire un comunicato. La reazione alla figuraccia dei manifesti celebrativi del 25 aprile taroccati è imbarazzata. Diventa imbarazzante quando si legge il comunicato che spiega perché dalla foto dei partigiani siano state cancellate pistola e bomba a mano. «Come ogni anno la giunta e il consiglio ricordano la Resistenza», eccetera eccetera. Quando si arriva al punto, Burlando, che firma insieme con il presidente del consiglio regionale Giacomo Ronzitti, svicola: «Non abbiamo scelto noi l'immagine né siamo stati informati delle successive modifiche». Non sono stati loro, non ne sanno niente, ma conoscono perfettamente scelte e motivazioni del taroccatore: «L'intervento sulla foto è stata evidentemente un’ingenuità. Commessa sicuramente in buona fede, per non riproporre la crudezza di quel momento storico in un'Italia che vive da 64 anni in pace proprio grazie alla Liberazione dal nazifascismo». Evidentemente, sicuramente. Quando si parla di Resistenza dubbi non ne hanno, pur avendo appena detto di essere all’oscuro di tutto. Intanto Plinio, Rosso e Morgillo del Pdl chiedono le dimissioni di Burlando e sottolineano la «figuraccia del governatore che non guida la Liguria solo contromano, ma anche contro la realtà storica».