Foto di gruppo tra solitudini e dosi di humour

La casa di famiglia che si trasforma in una soffocante prigione affettiva, una madre infallibile e decisionista (Lydia Biondi) contenta di averlo ancora tutto per sé a 40 anni suonati e un lavoro che non lo soddisfa. Per Giannalberto (Salvatore Marino), single non per scelta, la convivenza con quell’arzilla vedova che lo comanda a bacchetta è ogni giorno sul punto di esplodere. Per fortuna che, come ogni anno, è in programma la consueta vacanza termale della donna. Uno squillo di telefono, un numero sbagliato e la vita, di colpo, può trasformarsi in un colorato carnevale. Basta l’errore tipografico di un annuncio pubblicitario e il gioco è fatto e così chi chiama per prenotare le stanze di un bed and breakfast trova dall’altra parte della cornetta l’eccitato Giannalberto disposto a tutto per nuovi incontri. Arriveranno in sequenza una provinciale dalla parlantina sciolta (Maria Cristina Fioretti) che partecipa a mille concorsi, un’aspirante letterina (Manila Nazzaro) e un uomo dall’età indefinita (Gaetano Mosca) che dice di voler partecipare a una gara sportiva. Per scoprire alla fine, tra rivelazioni e colpi di scena, che i cambiamenti fanno paura ma sono necessari.
Scritta da Guido Polito e dalla compianta Claudia Poggiani, Bed and breakfast, al Manzoni fino al 15 aprile per la regia di Silvio Giordani, è la storia di un difficile rapporto madre-figlio tutta giocata sui mezzi toni e sul ritratto psicologico di un gruppo di personaggi che in fondo si somigliano per le loro solitarie esistenze al bivio. Due ore di risate intelligenti grazie a un testo che non fa mai leva sulla volgarità e a un cast affiatato nel quale spicca l’ottima Lydia Biondi che recita con aristocratico distacco e toni da humour inglese.