Foto porno della ex sul web, condannato

Pubblica in un sito le foto hard della ex fidanzata. Per pubblicizzarle, spedisce 15mila email a compagni e docenti dell’università frequentata dalla
giovane. Scatti accompagnati dalla proposta
di incontri sessuali con la ragazza

Milano - È stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, un anno più della richiesta del pm, un uomo di 32 anni, S. C., accusato di violenza e minacce e di diffamazione aggravata ai danni dell’ex fidanzata, di 26 anni, di cui aveva diffuso su internet foto pornografiche, spedendo 15mila email per pubblicizzare il sito su cui le aveva inserite.

La diffamazione Tra gli indirizzi di posta elettronica c’erano anche quelli di compagni e di docenti dell’università frequentata dalla giovane. Le foto messe in rete erano accompagnate dalla proposta di "incontri sessuali ed erotici" fatta a nome della ragazza. A favore della ragazza, il giudice ha disposto una provvisionale di 5mila euro in vista del risarcimento da stabilire in sede civile. Ai genitori andranno 800 euro di provvisionale. È stata invece respinta la richiesta di risarcimento presentata dall’avvocato Guido Camera a carico di Aruba, la società di servizi internet che ospitava il sito aperto dall’imputato utilizzando i dati dell’ex fidanzata. Il giudice ha anche ravvisato a carico dell’imputato due nuove ipotesi di reato, violazione della legge sulla privacy ed estorsione, disponendo che gli atti siano trasmessi alla procura.

Le foto hard "Ho fatto quello che ognuno avrebbe avuto la tentazione di fare in quella situazione", ha commentato l’imputato al termine della lettura del dispositivo. Il suo legale, avvocato Paola Marini, nella sua arringa aveva sottolineato la "disinvoltura della ragazza" che si era fatta fotografare in pose erotiche. Decine di foto hard erano state diffuse via internet tra il 2003 e il 2005, per vendetta nei confronti della ex fidanzata con la quale i rapporti erano diventati burrascosi. Secondo l’accusa, S. C. avrebbe "minacciato un ingiusto danno" alla ragazza e ai genitori di lei, "offendendone l’onore e il decoro", telefonando più e più volte a casa di lei e definendola con aggettivi poco lusinghieri, il meno grave dei quali era "mercenaria". Inoltre, essendo in possesso di fotografie che ritraevano la ragazza in atteggiamenti intimi con altre persone, aveva aperto un sito internet in cui ne indicava il nome, l’età e l’indirizzo. Il sito era anche collegato a tre pagine web dell’università frequentata dalla ragazza così che sarebbero state centinaia le persone che ne hanno visto le foto erotiche. Alcune decine, secondo la ricostruzione dell’accusa, hanno chiamato a casa di lei cercando di organizzare gli incontri promessi a sua insaputa.