Foto-ricatti, Bettarini si confessa dal pm

Gian Marco Chiocci

Massimo Malpica

In un luogo segreto, a Milano, tra ieri e l’altro ieri altri vip dello spettacolo sono sfilati davanti al pm di Potenza, Henry John Woodcock. Oltre al cantante Eros Ramazzotti che ha confermato il racconto messo a verbale dalla sua ex moglie, Michelle Hunziker a proposito di alcune foto scattate ad inizio carriera («è vero, per gli scatti, che io ricordi, ho pagato all’incirca 15mila euro») a sorpresa è stato ascoltato anche l’ex calciatore Stefano Bettarini, non più marito di Simona Ventura. Al centro dell’interrogatorio tutta una serie di episodi a cui si fa riferimento nelle intercettazioni, non si sa se direttamente ricollegabili anche alle famose immagini riportate dal settimanale «Chi» nelle quali l’ex calciatore venne immortalato nelle braccia della letterina Alessia Fabiani. In ambienti investigativi non viene confermato né smentito che tra gli argomenti trattati nel corso della testimonianza, l’ex terzino della Sampdoria uscito in extremis dalla vicenda del calcioscommesse, abbia fatto cenno anche alla nota storia dei presunti sms scambiati con Giorgio Gori e finiti su Novella 2000. Di sicuro la lunga chiacchierata con il il pm potentino è servita a ricostruire tutta una serie di eventi e rapporti oggetto d’investigazioni capillari. Tra questi, sia il legame che fino a un po’ di tempo fa legava Lele Mora a Simone Ventura, sia la pubblica minaccia lanciata da Bettarini nel pieno della bagarre coniugale poi finita con la separazione («mi auguro che lei non usi me come coperchio, perché se scopro io la pentola ci si brucia, esce una bomba che non so cosa possa fare»). Poco prima era toccato a tre famose donne del piccolo schermo dare spiegazioni al pm su certe frequentazioni e su certi luoghi frequentati. Aida Yespica, Dora Rutigliano e Sara Tommasi hanno dato la loro versione dei fatti smentendo categoricamente qualsiasi illazione pruriginosa: tutti gli incontri contestati, hanno spiegato, erano finalizzati a impegni professionali.