La fotocamera hi-tech che arriva dalla luna ma è tutta made in Italy

Per il mio compleanno Gioia mi ha regalato un bonsai. Un olmo per la precisione, piccolo, tenero, una piantina che se uno non l'ha mai avuta non capisce. Ecco: un bonsai cambia la visione delle giornate, soprattutto perché tirarlo su non è mica facile. «È come avere un albero in casa», ti dicono. Ed in effetti farlo crescere - e soprattutto non farlo morire - è un vero e proprio lavoro. Tanto che i primi giorni non pensavamo che ce la facesse: troppo stress, troppa acqua oppure troppo poca, troppa luce o magari troppo buio. Poi un giorno Gioia ha portato da casa uno spruzzino, uno di quegli arnesi che servono per nebulizzare d'acqua. Sarebbe uno spruzzino idoneo per stirare, ma tant'è: Olmo (sì, con la maiuscola) ha gradito. Figuratevi poi quando abbiamo tagliato i primi rametti secchi e - apoteosi - quando è stato trovato uno spazio idoneo sul davanzale: quelle prime foglioline secche sono sparite e adesso sembra tutto un altro albero. Insomma: al nostro bonsai manca solo la parola ed in effetti ora c'è preoccupazione, perché per qualche giorno resterà un po' da solo. Perché diciamolo: Olmo ormai è di casa qui in redazione. E un po' già ci manca.