Fotografano il centro radar e poi sfuggono ai vigilantes

Indagine su due arabi sorpresi nella zona off-limits dell’importante stazione Enav di Monte Orimini. Controlli in tutti gli obbietivi militari

da Roma

Due stranieri, molto probabilmente due arabi. Nella relazione di servizio degli addetti alla vigilanza dell’importantissimo centro-radar di Monte Orimini, in provincia di Taranto, si dà questa descrizione dei personaggi sospetti visti armeggiare intorno alla più delicata struttura «visiva» del centro-sud Italia con appendici di controllo del traffico aereo fino all’isola di Malta. Due ragazzi sulla trentina sorpresi a prendere le misure, a perlustrare i dintorni del complesso di telecomunicazioni, a fotografare il perimetro e l’interno del sito off-limits, eppoi a scappare riuscendo a seminare la pattuglia della vigilanza.
L’Enav (ente nazionale di assistenza al volo) che ha sotto tutela la struttura, non conferma e non smentisce la circostanza oggetto di circolari urgenti e specifici accertamenti scattati il 18 luglio, allorché la pattuglia di ronda alla stazione-radar si è insospettita notando la coppia muoversi con circospezione in un luogo assolutamente poco frequentato, anche se non distante da altri siti particolarmente a rischio, quali gli impianti di Martina Franca, sede del 3° Roc (Regional Operation Center).
In poche ore l’allarme lanciato dal centro-radar di Monte Ormini ha fatto il giro della penisola ed ha interessato tutte le strutture di sicurezza, civili e militari, oltre alle due agenzie di intelligence, Sismi e Sisde. Comunicazioni mirate sono state girate agli obiettivi militari pugliesi più vicini: dall’impianto di Monte Redentore al deposito di munizioni di San Giorgio Jonico, dai centri Tlc di Monteparano, Mottola, Pianella alle sedi della Marina del comando sommergibili di Maristasom alla nuova base di Chiapparano che nel prossimo futuro ospiterà la portaerei Einaudi, fino alla sede di Maridipart a Taranto.
Sul giallo dei due arabi sorpresi a curiosare intorno ad uno dei più potenti radar italiani dell’aviazione civile, al momento non è dato saperne di più. L’Sos è solo l’ultimo della serie, anche se è considerato il più serio dei tanti che quotidianamente finiscono sulle scrivanie degli alti vertici dell’Enav e dell’Enac.
Altre segnalazioni di allerta intorno ad aeroporti, centri-radar e postazioni di telecomunicazioni, riportano episodi di minor spessore. Alle valigie abbandonate, dimenticate, o perdute fra un volo e l’altro, allo scalo internazionale di Fiumicino in un recente passato sono stati segnalati alcuni «fotografi» inizialmente considerati sospetti, notati nelle adiacenze della torre di controllo dell’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci. L’obiettivo della loro macchina fotografica era puntato proprio sulla torre e sulle immediate vicinanze. L’intervento delle forze dell’ordine ha scongiurato il peggio, verificando l’identità degli incauti «fotografi» ed evitando così il diffondersi di finte notizie che avrebbero potuto alimentare psicosi e paura.