FOTOGRAFANO UN MONDO

Caro Piero, hai ragione. Credo non ci sia nulla di peggio di un anonimo che se la prende con un morto. E, per di più, con un morto che ci ha insegnato tanto. Ma ho voluto pubblicare quella lettera - così come da domani pubblicherò quelle che lo smentiscono - perchè, purtroppo, penso non sia isolata: questo modo di pensare vergognoso è molto diffuso in città e, addirittura, trova i suoi cattivi maestri in personaggi che pontificano liberamente a Genova. Il nostro lavoro è anche quello di fotografare la realtà e oggi una parte, nemmeno troppo piccola, della nostra città è questa. I nostri lettori, gli sportivi veri, questo Giornale, tu e io, saremo sempre dall’altra parte.