La fotografia moderna di un vecchio tramvai

«Sai, una volta scrivevo sul Tramvai» dice una mia amica ricordando i vecchi tempi. Già: il tramvai. E allora risentendo una parola come non capitava da anni, ti rendi conto che nelle nostre città, nei nostri paesi, esistono angoli ancora intatti. Sì, perché in effetti dalle mie parti gira ancora un tramvai e così un po’ è come la cremagliera: avete mai sentito ad esempio parlare del tram de Opcina? Sta a Trieste, per la cronaca, e ancora adesso va su e giù dalla città verso Villa Opicina (così è in italiano e non in dialetto), facendosi agganciare a un certo punto per superare la salita o per non piombare nella discesa. Uno spettacolo. Insomma, come per quel Tramvai - che era un giornalino simbolo della storia di un paese - forse ogni tanto è il caso e di alzare la testa dalle nostre giornate. Là dove c’è un tramvai, una cremagliera o un monumento ai tempi che furono, è il momento di fermarsi a fare una foto, anche digitale per carità, perché non è detto che la tecnologia non si sposi con la tradizione. Prendete Londra, per esempio: se ci fate un giro scoprirete che grazie alle Olimpiadi che verranno (tra un anno) la città è diventata più moderna e più brillante, eppure perfettamente integrata nella suo stile old fashion, nonostante grattacieli e ristrutturazioni stellari. Si può fare, in pratica: là dove oggi passa ancora il tramvai - per dire - servirebbe almeno una spolveratina, ma questo non significa che si debba cancellare il passato, anzi. E invece di pensare a moderne «metrotramvie» - perché se il futuro non ha una parolona pare non sia futuro - basterebbe un po’ di buona volontà per rifare di un posto che ricorda i vecchi tempi un luogo da fotografia del nuovo millennio, moderna naturalmente. Che poi - perché no - la mia amica potrebbe pubblicare sul Tramvai.