LA FOTOGRAFIA DEL PAESE

Le aziende condotte dalle donne passano dal 30,4% del 2010 al 33,3% del 2011. Aumenta, anche se di poco (dal 20,9% al 21,9% del totale) il numero di giornate lavorate.
Tuttavia la forbice fra donne e uomini rimane ancora evidente visto che per le prime si deve parlare di 58 giornate, mentre per i secondi il numero è di 104.
Nel 2009, secondo il centro studi dell’Unioncamere, le imprese agricole femminili erano il 29% sul totale delle aziende agricole. In termini assoluti 245.141, ovvero il 28% di tutte le imprese femminili dedite ad altri settori.
In particolare, nell’area Nord est le donne imprenditrici sono aumentate del 13 per cento a fronte di una diminuzione generale del 4,6 per cento. Le analisi sottolineano che negli ultimi anni il ruolo delle donne nell’agricoltura sta diventando sempre più importante. Probabilmente incide anche la scelta fatta dal ministero delle Politiche agricole in linea con quanto stabilito dalla Commissione europea negli orientamenti strategici comunitari (Osc) di dare particolare attenzione a tutti gli interventi di policy finalizzati alla promozione dell’economia rurale e al miglioramento della qualità della vita delle popolazioni rurali facendo proprio il concetto stesso di un’agricoltura dedita anche alla multifunzionalità, attraverso la promozione e la creazione di nuove figure professionali e posti di lavoro nelle aree rurali. Per quanto riguarda invece gli agriturismi emerge che esistono 18.840 agriturismi (dati Istat del 2008) di questi il 35% è condotto da donne. Da sottolienare, infine che in Italia, dal 2003 al 2008,le aziende agrituristiche condotte da donne sono cresciute del 49 per cento, con un incremento maggiore nelle regioni del Mezzogiorno (+72,2%) mentre l’area che ha avuto una crescita minore è quella del Nord est.