La fragilità del referendum elettorale

In Germania

le tasse che si pagano

ritornano in servizi
Sono un dottorando in chimica all’Università di Firenze. Sono in Germania (Brema) a fare uno stage e mi sono reso conto di quanto lo Stato dia poco agli italiani rispetto a quante tasse paghiamo. Qui ho trovato treni in orario, tram in orario, pulizia ineccepibile, raccolta differenziata perfetta. Tutti vanno in bici o con i mezzi pubblici. Potrei andare al lavoro in auto ma vado in tram perché arrivo sempre puntuale! Al di là della domanda che mi sorge spontanea (come mai qui a 1600 km a nord di Firenze vanno tutti in bici anche d’inverno e in Italia no?), volevo sottolineare che deve essere un piacere pagare le tasse qui perché quello che la Germania offre ai tedeschi è tantissimo. Perché non importiamo in Italia persone come l’assessore al Traffico di Brema o il ministro dei Trasporti tedesco?
Dopo il Tfr

un nuovo salasso

sulle pensioni
La manovra di Prodi & co. sul rastrellamento del Tfr mi sembra parte di una più ampia strategia quasi preannunciata. Visto che dicono che il prossimo passo è la revisione delle pensioni, non mi stupirei se questo furto del Tfr rientrasse nella riorganizzazione della previdenza. Ci potremmo trovare così alla fine della nostra attività lavorativa senza più il capitale che l'azienda ci stava mettendo da parte (proprio il cosiddetto trattamento di fine rapporto) perché fagocitato dall'Inps. Mi vedo già l'annullamento del Tfr. Mi conviene dimettermi dal mio posto in regola, mi sembra attualmente più conveniente, almeno non mi vedo fregare né la pensione, avendo meno di 40 anni, né il Tfr.
Raffaella Orlandini e-mail
Il premier confonde

controllo

con spionaggio
Per cinque anni la magistratura e la Guardia di finanza hanno lavorato solo su Berlusconi e Mediaset: «controlli». Ora parte il grande fratello per 60 milioni di italiani: ancora «controlli». Come mai quello che per tutti è «controllo», per Prodi è «spionaggio»?
Giuliano Citterio e-mail
Addio al bagaglio

smarrito

in aeroporto
Vorrei raccontare un episodio che evidenzia come Alitalia tratti i propri clienti. Il 20 agosto scorso a mio figlio, arrivato a Malpensa da Bucarest con volo Alitalia, non viene restituito un bagaglio. Quando fa la denuncia di smarrimento gli dicono di chiamare dopo qualche giorno un numero telefonico per avere informazioni e gli danno anche un numero di fax al quale eventualmente rivolgersi. Provo a chiamare e, come prima cosa, scopro che la risposta è a pagamento, mentre, come seconda, che, provando molte volte, anche per oltre mezz'ora di fila, nessuno risponde, ma c'è sempre e solo la solita musichetta (a pagamento). Allora ripiego sul fax, prima l'11 poi il 26 settembre. A tutt'oggi non ho ancora ricevuto nessuna risposta e sono passati 2 mesi. Qualche tempo fa ad Amsterdam mi è stato riconsegnato in giornata, in albergo e con tante scuse, un bagaglio non arrivato in aeroporto la mattina, e tutto ciò ovviamente senza pagare un centesimo. Il volo non era Alitalia.
Sergio Del Monaco - Milano
Futuro nero?

È ora di

voltare pagina
Il futuro è nero? La sensazione non è buona: siamo verso un declino economico, o quanto meno una crescita affannosa, l’ordine pubblico è vicino al collasso, o così pare dalla sensazione generale, quasi epidermica. Io sono uno di quei padri che hanno paura: temono per ciò che capiterà. Non è solo una questione economica, anzi, è l’ultima delle paure: il degrado sociale e culturale, l’abbassarsi dell’interesse verso il sociale, il perdersi di identità popolari radicatesi nei secoli spaventa molto. Il popolo italiano ha subito molto, ma si è sempre rialzato: aveva al suo interno degli anticorpi potenti contro tutti gli assalti interni o esterni. Oggi quella saggezza, quella filosofia elementare, essenziale, pare morta: esistevano tanti borghi e non c’erano periferie degradate. C’era un senso del gruppo di appartenenza, una lealtà e una difesa di gruppo a tutti i problemi, spesso gravissimi del passato. Oggi si affoga in un bicchiere d’acqua: gli strumenti e i mezzi economici per superare tutte le crisi attuali ci sono, manca solo il popolo, quello verace e coraggioso, intelligente con i piedi per terra.
Rossi Arduino e-mail
Ci sono più auto blu

ma meno mezzi

per le forze dell’ordine
Mi trovavo in centro a Torino in paziente attesa ad una fermata di un autobus, quando mi vedo sfilare davanti agli occhi un bel corteo di auto blu, con al centro di esso la più importante di tutte, blindata e recante i vessilli presidenziali. Il corteo era composto da almeno una quindicina di mezzi di polizia, carabinieri e vigili urbani. Da tempo questi corpi lamentano l’impossibilità di usare le auto in dotazione in quanto non ci sarebbero i soldi per procedere all’ordinaria manutenzione, alle riparazioni e a volte manca pure la benzina. Devo supporre che tutte le auto disponibili siano state monopolizzate dalla visita del capo dello Stato. A quel punto in città sarebbe potuto succedere di tutto, qualsiasi episodio criminale, ogni richiesta di soccorso ai numeri di pronto intervento sarebbe caduta nel vuoto per assoluta indisponibilità di mezzi. Penso che i torinesi potendo scegliere tra l’onore di ricevere una visita di una persona tanto importante e la certezza di poter contare su un ordine pubblico efficiente, non abbiano alcun dubbio in merito. Intanto, nella vicina Svizzera, tutti i personaggi pubblici, non importa quale carica ricoprano, si servono dei mezzi pubblici, pagando regolare biglietto.
Lettera firmata
Dove troverebbero

un altro come

il Professore?
Prodi criticato da tutti, anche all'interno della sua maggioranza, si è sfogato dicendo: «Se non vi vado più bene, avanti un altro». In realtà il Professore sa bene che non verrà sostituito, perché è complicato per l'Unione trovare un altro da mettere al suo posto. È difficile infatti trovare uno come Prodi, disponibile a disattendere tutte le promesse elettorali e tartassare i cittadini ridendo e infischiandosene delle critiche.
Maurizio Novaresi e-mail