La frammentazione del centrodestra è un danno per il futuro del Paese

Appare assai strano, quasi inverosimile, ciò che accade sulla scena politica italiana. Abbiamo un governo, sorretto da una maggioranza risicata che, per l’eterogeneità della sua composizione, dimostra scarsa possibilità di affrontare efficacemente i problemi del Paese sul piano interno e, particolarmente, su quello internazionale.
Il centrodestra, pur dovendo svolgere un compito di opposizione, potrebbe fruire di una posizione privilegiata facendo valere la propria forza elettorale, quasi pari a quella della maggioranza, ma soprattutto evidenziando la validità del proprio progetto in parte attuato, rispetto a quello indecifrabile della sinistra. Si assiste invece al continuo venir meno della necessaria coesione fra le componenti della Cdl, proprio quando si dovrebbe riaffermare unitariamente la volontà e la capacità di tornare presto alla guida della politica nazionale. Tale frammentazione costituisce un fatto deleterio così evidente che induce a pensare a un malefico influsso al quale taluno non riesce a sottrarsi. Fatto dannoso che, se pur mitigato dall’attivismo di Berlusconi, ha forse causato la mancata vittoria nelle elezioni di aprile e che, se non sarà sanato al più presto, porterà al dissolvimento della Cdl.