Frana il terreno, sepolti vivi due operai

Morto immigrato albanese di 27 anni e il suo collega di 69, nativo di Gela

Sono morti all’istante, schiacciati da una condotta di cemento armato che si è sganciata da una ruspa. La macchina si è paurosamente inclinata su un fianco: due operai sono rimasti praticamente sepolti sotto sei metri di terra.
Sono le 16.30 a Ceriano Laghetto in via Milano. La squadra di lavoratori sta dandosi da fare per realizzare una tratta della fognatura intercomunale. Due operai sono in fondo allo scavo. Aspettano di guidare l’enorme tubo con un diametro di un metro e mezzo e pesante una tonnellata. Forse il manovratore della pala meccanica s’avvicina troppo al ciglio del fossato. Il terreno trema. Poi la frana: gli operai restano intrappolati. Muoiono Valentin Karri, albanese di 27 anni, e Nunzio Minardi di 69, entrambi residenti a Busto Arsizio. A Minardi, originario di Gela, mancavano ormai pochi mesi alla pensione. Al momento della tragedia, in cantiere erano presenti sei persone. Alcuni muratori, stavano gettando del calcestruzzo per preparare il terreno, prima di posare le condotte. Poco più in là il gruista e le vittime della tremenda sciagura erano impegnati per la posa delle tubature. Improvviso il disastro.
La macchina dei soccorsi è scattata immediatamente, anche se tutti si sono immediatamente resi conto che per i due operai non c’era più nulla da fare. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Desio, Saronno e Milano. I pompieri hanno dovuto lavorare fino a tarda sera, con la luce delle fotoelettriche, prima di poter estrarre i corpi dei poveretti. Hanno dovuto darsi da fare sotto gli occhi stralunati dei familiari che si sono precipitati a Ceriano per capire cosa fosse successo. Le ambulanze hanno però lasciato il posto al carro funebre. Il manovratore della gru, 48 anni, anche lui residente in provincia di Varese è stato accompagnato all’ospedale di Saronno. È in stato confusionale, sotto shock. Solo lui potrà raccontare agli inquirenti la successione precisa del tragico incidente sul lavoro.
La ditta siciliana, incaricata dalla «Infrastrutture Acque Nord Milano» aveva iniziato i lavori i primi di dicembre. Per evitare di creare problemi al traffico su Via Milano, i tecnici che hanno tracciato la rete, hanno deciso di cambiare il tragitto della condotta. Ottenuto il benestare hanno fatto iniziare gli scavi nel terreno a fianco di una grossa ditta meccanica. Proprio dove è avvenuta la disgrazia. I carabinieri della compagnia di Desio, hanno ora aperto un’inchiesta per stabilire eventuali responsabilità. Il dettagliato rapporto finirà sulla scrivania del sostituto Procuratore della Repubblica di Monza. I militari hanno lavorato a stretto contatto con i funzionari dall’Ispettorato del Lavoro e dell’Istituto Nazionale contro gli Infortuni.