France Telecom non va a ruba: invenduta parte dei titoli

Gli analisti: «Il governo francese ha avuto fretta». Gli effetti su Telecom Italia e Tim

da Milano

Non è andata al meglio la vendita del 6,2% di France Telecom che il governo ha deciso domenica sera chiedendo al mercato, senza preavviso, 3,4 miliardi di euro. Il collocamento infatti è terminato ma alle banche è rimasta una quota di azioni che non sono ancora state assorbite dal mercato. Secondo i calcoli dell’agenzia di stampa France Presse le azioni sono state cedute alle banche (Goldman Sachs, Bnp Paribas, Société Générale e Deutsche Bank) a un prezzo medio di 22,37 euro sotto la forchetta di 22,50-22,85 indicato da Parigi per l’operazione.
Dopo la vendita, allo Stato francese, che ha preferito cedere azioni di Ft per reperire fondi piuttosto che procedere con operazioni più impegnative come la privatizzazione di Edf, resterà una quota pari al 34,9% dell’operatore telefonico. Ieri il titolo, che lunedì aveva perso oltre il 2%, si è riportato a quota 22,80 euro.
L’esito non particolarmente brillante dell’operazione, che ha causato ribassi in tutto il settore delle tlc europee, Tim e Telecom Italia comprese, non ha però sorpreso gli analisti. «Gli investitori si sono mossi con prudenza - ha spiegato Thierry Cantet di Société Générale - i gestori di fondi non hanno gradito la forchetta di prezzo giudicata troppo alta e in generale il settore delle tlc in questo momento non esercita più l’appeal di un tempo». Dello stesso avviso anche Edoardo Bonanno di Centrosim. «Il settore sta soffrendo a causa delle riduzioni tariffarie che sono state fatte sia sul fisso sia sul mobile. E i nuovi servizi non hanno ancora conquistato significative quote di mercato. È chiaro che i gestori dopo l’offerta di France Telecom hanno dovuto riposizionare i propri portafogli e quindi lunedi tutto il settore ha perso terreno. Mi sembra però che, per quanto riguarda Telecom Italia non ci siano particolari problemi. Il titolo è difensivo e offre ottimi dividendi. Certo al momento la speculazione guarda ad altri settori come quello bancario. Sul fronte delle tlc credo che Telecom Italia abbia strategie meglio definite di Ft e quindi può avere maggiori prospettive di crescita».
Secondo Oriana Cardani analista di Rasbank il contesto competitivo nel settore tlc in Italia è ormai diventato piuttosto stabile e la debolezza dimostrata a causa del collocamento della quota di Ft è dovuto principalmente all’effetto sopresa. «Il rilevante arrivo di titoli sul mercato in un contesto difficile e senza un dovuto preavviso ha causato una flessione sui corsi - ha detto Cardani - ma si è trattato di un fenomeno di breve durata. Quanto a Telecom, a questo livello di prezzo è, a nostro avviso, ancora sottovalutata dato anche l’alto rendimento del titolo».